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Prato

Rifiuti, ingiunzioni per 800.000 euro

Rifiuti, ingiunzioni per 800.000 euro

Si tratta di bollette non pagata dal 2010 fino al 2014, i recapiti inizieranno a novembre

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PRATO. Ci sono le cartelle della Tia, la tariffa in vigore fino al 2010. Ci sono quelle della Tares, acronimo di tassa rifiuti e servizi, per poi arrivare a quelle della Tari del 2014.

Gira e rigira, sempre di tassa sulla spazzatura si parla. C'è un buco di oltre 800mila euro per bollette non pagate nel corso degli anni e che si sono accumulate tra il 2010 e il 2014, rigonfiate con tanto di sanzioni e interessi.

L'assessore al bilancio Monia Faltoni li chiama "residui", una goccia nel mare dell'evasione della Tari che a Prato s'aggira intorno al 28% (per un ammontare di diverse decine di milioni di euro cumulati). Un tasto dolente per i conti dell'ente: nello specifico, ammontano a 13 milioni di euro gli avvisi di pagamento Asm caduti nel vuoto (al primo invio) su un totale di 46 milioni di bollettazione emessa nel 2015.

La partecipata di via Paronese è in procinto di trasmettere a Sori, l'altra società pubblica che si occupa di riscossione coattiva, l'elenco delle utenze (domestiche e non domestiche) colpevoli non solo di aver ignorato tra il 2010 e il 2014 le bollette Tia, Tares e Tari ma anche gli avvisi di accertamento scattati successivamente.

Morosi incalliti (per non dire evasori) scovati e per l'ennesima volta "avvisati". Alla loro porta il postino suonerà probabilmente intorno a novembre, per recapitare un'altra ingiunzione di pagamento.

«Dobbiamo ancora verificare tutte le posizioni ed elaborare i bollettini, ci vorrà ancora qualche settimana - fa sapere il direttore organizzativo di Sori, Enrico Cecchin - Presumibilmente a novembre invieremo le cartelle».

Questi 800mila euro di quote residue sui capitoli 2010-2014 si aggiungono agli oltre 7 milioni di euro di evasione Tari nel 2015 per i quali è scattato già il recupero di Sori. «Stiamo mandando in questi giorni le ingiunzioni per la Tari non pagata nell'anno passato», fa sapere Cecchin. E da gennaio prossimo sarà ancora più facile intercettare gli evasori 2016 visto che è già stato abolito il passaggio del sollecito di pagamento al quale provvedeva prima Asm. Ora si passa direttamente all'ingiunzione di pagamento emessa da Sori.

«Più passa il tempo e più s'abbassa la percentuale di recupero - sottolinea l'assessore Monia Faltoni - per questo abbiamo deciso di velocizzare il passaggio da bolletta a riscossione coattiva. Del resto, già la bolletta può essere considerata un avviso bonario».

Certo, non può essere questa la ricetta per risolvere il buco di bilancio derivante dall'evasione della tassa sulla spazzatura (dalle banche dati Sori risulta che il 20-30% di chi non paga è di nazionalità cinese) ma l'amministrazione con questo sistema conta di recuperare almeno la fascia dei "distratti" che dimenticano la bolletta nel cassetto.

Anche perché riuscire a recuperare il 2% di Tari evasa significherebbe riportare nelle casse comunali 1 milione di euro.

«Intanto nel 2015 abbiamo incassato circa 600mila euro in più di Tari con i solleciti di pagamento in prima battuta senza ricorrere a Sori - osserva Faltoni - grazie a un lavoro di ripulitura delle banche dati che ha permesso un maggiore efficientamento».

Maria Lardara

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