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Prato

Protesta dei profughi: cibo scarso e cattivo

Protesta dei profughi: cibo scarso e cattivo

Sit in “armati” di pentole davanti alla Prefettura, l’ira del sindaco di Poggio: «Provvedimenti immediati». Astir si giustifica: «Tutto secondo la convenzione»

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PRATO. Hanno protestato per la qualità e la quantità del cibo con un sit-in davanti alla Prefettura di Prato, nella mattina di ieri, i quindici profughi africani ospitati nella struttura di via Lombarda a Poggio a Caiano. La cooperativa alla quale è affidata la loro assistenza, e quindi anche i pasti giornalmente serviti nella struttura di cui sono ospiti, è il Consorzio Astir, una delle tre che si è aggiudicata il bando del ministero, le altre due sono Pane e Rose e Santa Rita che a Poggio assistono complessivamente trenta persone (in totale tra Prato e territori sono poco più di 600). Ma ad innescare la polemica ci sarebbe stato anche altro. Una volta fatti entrare in Prefettura, dove sono stati convocati anche gli operatori, i profughi avrebbero lamentato infatti anche la mancanza di una Tv e del collegamento wi-fi nell’alloggio di via Lombarda. Cos’è accaduto per provocare la reazione dei migranti? Il fatto, a partire dalla fine di agosto, di aver modificato le condizioni di ospitalità: in pratica i profughi prima ricevevano le materie prime e cucinavano mentre ora due volte al giorno ricevono il servizio mensa. Cibo che, effettivamente, potrebbe essere lontano da quello cui sono abituati. Può bastare a giustificare una reazione come quella avuta? Assolutamente no, secondo le amministrazioni comunale di Poggio e Prato.

E se Astir si è detta «sorpresa e rammaricata per la protesta», il primo cittadino di Poggio Marco Martini e il vicesindaco di Prato Simone Faggi l’hanno definita: «Inaccettabile». Secondo Astir «la protesta riteniamo non abbia alcuna ragione d'essere, sia per quello che riguarda la qualità che la quantità del cibo fornito - scrivono in una nota - due pasti al giorno, sono conformi ai parametri della convenzione». E il fatto che si sia passati dalla cucina alla mensa «è una soluzione individuata per un breve periodo, a causa di problemi tecnici, in via di risoluzione». «Ribadiamo - proseguono - che il soggetto fornitore è qualificato e titolato. La preparazione è effettuata da operatori professionali, comunque, sin dal primo giorno di fornitura esterna c'è stata la massima disponibilità ad adeguare quantità e tipologia di alimenti forniti. Tra l'altro chi ha protestato si è impossessato dei contenitori del cibo, creando - aggiungono - non poche difficoltà». Astir parla di strumentalizzazione e sottolinea che «la Tv non è prevista tra i benefit della convenzione, mentre wi-fi funziona regolarmente». Il sindaco del Comune di Poggio ha comunque chiesto l’intervento della Prefettura «perchè questi episodi sono assolutamente inaccettabili. Condanniamo il comportamento dei migranti senza se e senza ma – ha affermato Martini - la nostra comunità da un paio di anni ormai sta lavorando sull’accoglienza con l’obiettivo dell’integrazione con ottimi risultati e non era mai successo un fatto come questo, che ora rischia di vanificare tutto ciò che è stato fatto finora. Pertanto chiediamo alla Prefettura che vengano presi provvedimenti immediati nei confronti di quei soggetti che si sono resi protagonisti di quanto avvenuto ieri mattina. La presenza sul territorio dei rifugiati è fondata su alcune regole di base che se infrante devono prevedere un immediato allontanamento». Parallelamente il Comune chiederà un incontro urgente anche con Astir.

Giulia Catarzi

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