Il Tirreno

Prato

La Cisl lancia una campagna contro i soprusi sui minori

Prato, le reazioni al caso del ragazzino di 12 anni cinese, costretto a lavorare e picchiato dal padre se andava male a scuola, l'avvocato Edy pacini: "Per fortuna non ci siamo abitauati alla violenza"

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PRATO. "Il terribile caso del bambino costretto dal padre a lavorare dopo la scuola, a subire addirittura violenze e soprusi se il profitto scolastico non fosse stato buono, lascia in tutti noi un senso di profonda tristezza e di compassione che si mischia immediatamente a rabbia e frustrazione per non essere riusciti ad evitare che questi casi possano ancora oggi verificarsi". E' il giudizio di Stefano Bellandi, segretario Cisl Firenze-Prato, sulla vicenda che riguarda un ragazzino cinese di 12 anni.

"Fa male essere spettatori di casi come questo, così come fa male sapere che queste cose accadono nella tua città, una città industriale che dal lavoro e nel lavoro trae e fonda la propria storia - prosegue Bellandi -  Una città operosa, generosa, accogliente ma che può essere in determinate circostanze spietata e durissima. Così come lo è stata per il nostro dodicenne, sua sorella e sua madre; ma non deve restare tale solo per loro ma anche per ognuno di noi".

"Da uomo di sindacato mi sento ancora più ferito, perché ho sempre pensato che la salvaguardia dei diritti e il rispetto dei doveri nei luoghi di lavoro siano fondamentali per costruire una società fatta per gli esseri umani - continua il sindacalista Cisl - dove ognuno di noi può trovare il proprio posto e contribuire al cosiddetto bene comune, cosa di cui tanto parliamo e che ancora troppo poco pratichiamo. E proprio nel senso del bene comune rinnovo a tutti coloro che lo hanno a cuore davvero, la disponibilità della Cisl ad essere presente per intraprendere iniziative per contrastare i soprusi e l’ingiustizia presenti nel nostro territorio".

"Lo stiamo già facendo in tanti, ma dobbiamo trovare nuove energie per farlo ancora meglio, in modo quotidiano, senza squilli di tromba, con la forza della costanza e con determinazione - è la proposta di Bellandi - Mi preme sottolineare il grande lavoro che l’amministrazione scolastica sta attuando da molti anni, spesso in silenzio e con mezzi non sempre adeguati, per la crescita dell’infanzia e dei giovani, per l’accoglienza dei nuovi cittadini, e un plauso va all’operato dei dirigenti e degli insegnanti che sono costantemente in prima linea in questo delicato e fondamentale compito. Anche l’impegno che la Regione e il Comune stanno attuando va nella giusta direzione, dovremo armarci però di pazienza e tenacia perché tutto e subito non sarà possibile. Da tutta questa triste vicenda però possiamo trarre un grande insegnamento: il comportamento dei compagni di classe che hanno saputo aiutare il loro coetaneo; una grande lezione di prossimità che noi grandi dovremo imparare presto a riscoprire. Sarà possibile solo insieme".

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Anche l'avvocato Edy Pacini, matrimonialista, presidente dell’Associazione Anna Maria Marino di prato per “Senza veli sulla lingua”, interviene sul caso: "Il mostro non dorme sotto il letto : il mostro può dormire accanto a te - scrive - Pacini in un nota - La mente umana da’ segni di oscurità, di buio totale. Anche quella di una madre o di un padre. Una madre che alla nascita ti ha cullato, alimentato con sé stessa, ti ha accarezzato. Un padre che ti ha coccolato, che ti ha orgogliosamente mostrato a tutti. Ad un certo punto queste menti si spengono e quello che sembrava amore infinito non c’è più. E il caos fa paura a tutti. E crea mostri".

"I fatti di cronaca di questi giorni ( la madre di Pontedera, il padre di Prato) dimostrano - prosegue Pacini - quanto lo scenario di una famiglia “normale” può cambiare all’improvviso. L’amore si trasforma in violenza e tutto si capovolge negli abissi psichici di chi la fa e di chi la subisce. E la società rimane sconcertata da questi episodi. Ma allora non ci siamo ( menomale!!!) abituati alla violenza. E gli antidoti ci sono. Ricordiamoci sempre che il silenzio aiuta il carnefice, non la vittima, e che il colore dell’amore è “rosso”, non “viola tumefatto”. Per grazia del cielo".

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