Il Tirreno

Prato

Riviello: «Vietiamo le piazza di Prato a fascisti e razzisti»

La richiesta durante le celebrazioni della Liberazione a Figline Il sindaco ha rilanciato e promesso un regolamento

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PRATO. Nessun accenno al referendum costituzionale, solo un vago riferimento a posizione politiche «che possono dividere la sinistra» ma che devono trovare, alla fine, ricomposizione nell'appartenenza politica comune. Una nota polemica al fatto che la festa della Resistenza e dei partigiani di Prato avvenga sempre in concomitanza con altri eventi mondani e leggeri e la contestuale esigenza di dedicare la giornata solo alla Liberazione della città. E la richiesta di un impegno forte «a concedere piazze e spazi pubblici solo a chi condivide gli ideali antifascisti e della Costituzione». E' stato questo il fil rouge dell'intervento della presidentessa provinciale Anpi Angela Riviello durante la cerimonia di commemorazione dei 29 martiri di Figline, per il settantaduesimo anniversario della Liberazione di Prato, martedì sera, sul palco della piazzetta di Figline, gremita di persone e autorità. E se Angela Riviello ha chiesto di bandire manifestazione razziste e xenofobe dalle piazza di Prato «che deve candidarsi - ha detto - a diventare un laboratorio di alta civiltà», è stato il sindaco Matteo Biffoni, nel suo intervento, a confermare la linea e ad affermare che esiste già una mozione in consiglio comunale che ha come obiettivo «l'approvazione di un regolamento che diventerà il tratto distintivo di una città democratica ma aperta all'accoglienza e sul quale sono certo non ci saranno divisioni politiche». Poi la promessa: in occasione della festa della Liberazione del prossimo anno il sindaco vorrebbe presentarsi con il regolamento approvato.

Particolarmente emozionante la premiazioni dei 18 partigiani di Prato (15 presenti a Figline, tre deceduti ultimamente) che hanno ricevuto la medaglia della Resistenza, donata al ministero della Difesa. Ed è stato quello il cuore della festa: l'omaggio a chi «ha partecipato in prima persona a quei momenti terribili e gloriosi - ha detto Biffoni - di chi ha messo in gioco sé stesso per regalare a noi la libertà». Uno dopo l'altro i partigiani hanno ricevuto la medaglia dalle mani della prefetta Maria Laura Simonetti, del sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli e dai sindaci dei rispettivi territori.

Ed è stato il sottosegretario a sottolineare come «ci siamo momenti nei quali una città ritrova se stessa, la propria identità, le proprie radici. Il ricordo dei 29 giovani impiccati dai nazisti è per noi pratesi uno di questi momenti. Bello salutare e consegnare un piccolo riconoscimento da parte del ministero della Difesa ai partigiani per dire loro: grazie».

Questi i nomi dei partigiani premiati: Danubio Aiazzi, Franco Calcagnini, Antonio Cerbai, Roberto Fanella, Fiorenzo Fiondi, Danilo Giugni, Renzo Innocenti, Sergio Mari, Vicenzo Marino, Mario Mirando Mattei, Giacomo Milloni, Loris Pacini, Giordano Pini, Luciano Panconi, Renato Pozzi, Carlo Rossi, Mario Giovanni Sinibaldi e Giordano Vignolini.

La serata è iniziata, come di consueto, con la Marcia della Pace con partenza da via VII Marzo a Villa Fiorita fino a Figline e sosta al monumenti dei 29 martiri con deposizione della corona in memoria da parte del sindaco e del sottosegretario. Caterina Barbieri, giornalista dell'ufficio stampa del Comune, ha letto il brano tratto da "Coccodrillo verde" di Aldo Petri, nel quale si ricostruisce lo scontro con le truppe naziste, la cattura e l'impiccagione dei 29 partigiani della colonna scesa dai Faggi di Iavello e diretta in città, mentre - altra novità di quest'anno - le chiarine del Comune hanno suonato il Silenzio prima che la banda intonasse le note di "Bella Ciao".

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