Lutto
Obbliga il figlio a lavorare e quando va male a scuola lo picchia
Padre allontanato da casa per maltrattamenti. Il dodicenne doveva lavorare tre volte a settimana alla macchina da cucire nell'azienda di famiglia e quando riportava brutti voti veniva percosso con una corda e bucato con un ago. Il bambino, stanco della situazione, si è confidato con i compagni e con le maestre
PRATO. E’ stato allontanato da casa e non potrà avvicinarsi al figlio, un ragazzino di 12 anni. Il padre, un uomo di 48 anni di origine cinese e residente in città, è accusato di aver sottoposto il bambino a vessazioni fisiche e psicologiche per lo scarso rendimento scolastico dopo che, per almeno tre volte a settimana, il piccolo era costretto a lavorare nella confezione di famiglia a partire dalle 16,30 e per 6 oppure 8 ore al giorno. Il bambino aveva il compito di girare e piegare gli abiti cuciti e talvolta lavorare alla macchina da cucire in cambio della paghetta. Quando poi però riportava brutti voti o dimostrava di non aver imparato la lezione veniva picchiato con una corda alle gambe, stretto agli arti bucandolo con le unghie e talvolta con aghi della macchina da cucire. A infliggere quest’ultima punizione era anche la sorella se il piccolo dimostrava di non sapere le tabelline.
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A presentare la denuncia è stata la scuola dopo che il bambino si era confidato con i compagni che, a loro volta, ne avevano parlato con le insegnanti. Una volta che lo scolaro aveva confermato il racconto è stata avvertita la procura della Repubblica e il pm Antonio Sangermano ha avviato le indagini. Sentito dagli inquirenti e dagli psicologi il bambino ha confermato tutto quello che aveva riferito ai compagni e alle insegnanti e che le vessazioni andavano avanti da anni, da quando aveva sei anni. Il Gip ha quindi emesso l'ordinanza di applicazione della misura cautelare che consiste nell'allontamento da casa con il divieto di avvicinamento al bambino da parte del padre.
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