Il Tirreno

Prato

E la Casa del popolo aiuta il parroco a difendersi dai ladri

di Azelio Biagioni
Don Angelo Rancati
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Don Angelo Rancati

Prato, raccolta di fondi al Circolo Arci di Viaccia per installare un impianto di allarme nella chiesa martoriata dai furti

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PRATO. La parrocchia della Santissima Trinità a Viaccia deve correre ai ripari per arginare il triste primato di 22 furti (alcuni tentati) messi a segno in pochi mesi, dalla fine del 2015 ai primi mesi del 2016. Così prima di tutto il parroco ha provveduto a far mettere le inferriate alle finestre degli edifici parrocchiali. Ma saranno sufficienti? La piccola realtà non può permettersi di spendere dato che ha ancora da pagare il mutuo della nuova chiesa realizzata qualche anno fa, nel 2004. Ecco allora l'idea del Circolo Arci "La Libertà del 1945" che ha pensato di promuovere una raccolta fondi per l'impianto di allarme per mettere così in sicurezza la chiesa e gli annessi locali parrocchiali. «Presso il nostro circolo - spiega il presidente Massimo Chiarugi - in alcuni negozi di Viaccia e alla cooperativa c'era un contenitore per la raccolta a favore dell'acquisto del sistema di antifurto della chiesa. Anche le signore che vengono al circolo a giocare a tombola hanno destinato il loro fondo a questo scopo (200 euro). Don Angelo è un uomo in gamba - prosegue Chiarugi - e merita il nostro aiuto. È una persona validissima e sempre disponibile. Siamo riusciti a raccogliere 1.500 euro, con i lavori di installazione che verranno eseguiti da tecnici del settore che lo fanno gratis, quindi paghiamo solo il materiale. Poi se questi soldi non basteranno per terminare l'operazione metteremo in piedi altre iniziative per raccoglierne altri fondi. Magari si potrebbe pensare ad una cena».

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Il parroco di Viaccia è don Angelo Rancati originario della provincia di Milano, in questa parrocchia da oltre quarant'anni. Conosce bene la realtà del posto e i suoi abitanti, tanti dei quali li ha visti nascere. Ogni giorno va al centro di accoglienza di minori, di cui è il responsabile. E tempo di stare in giro non ne ha. È ovviamente contento di questo gesto di generosità messo in atto dai suoi parrocchiani, grosso modo mille anime, che non hanno esitato a frugarsi in tasca e ognuno per le sue possibilità ha dato il proprio contributo. «Come parrocchia non potevamo certo permetterci un'altra spesa - spiega il sacerdote - Dobbiamo ancora finire di pagare il mutuo per la chiesa. L'impianto viene installato grazie alla generosità delle persone». Il prete torna a parlare, quindi, dei ripetuti furti che ci sono stati: «Non capisco il perché di tanto accanimento contro questa parrocchia - racconta don Angelo - E pensare che dentro una cassetta di una lumiera ci possono essere al massimo 8 euro».

 

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