Sicurezza
"Stop al ristorante cinese o vendiamo le nostre case"
Prato, in commissione urbanistica i firmatari della petizione contro la trasformazione dell’ex Lidl in un locale in via Borgioli
PRATO. Una richiesta forte: fermare le trasformazioni di destinazione d’uso da civile abitazione a commerciale nel Macrolotto zero. «Perché abbiamo fatto un conto: in quattrocento metri quadrati, sono nati 330 negozi e noi soffochiamo dal traffico, dal sovraffollamento e dai rifiuti».
Se il Comune non provvederà a soddisfare l’esigenza di chi vive nelle zone “calde” del Macrolotto Zero? «Bè vorrà dire che al Comune faremo arrivare le proposte di vendita delle nostre case, chiedendo di investire quei sei milioni che dovrebbero essere investiti nella riqualificazione del quartiere, per comprarle. Così ne farete ciò che vorrete, noi cittadini ce ne andiamo. Grazie e arrivederci».
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A tenere il punto in una commissione urbanistica con un unico rappresentante dell’opposizione, il 5 Stelle Gabriele Capasso, nella quale si è affrontata per la prima volta la questione della realizzazione di un ristorante cinese nell’ex Lidl, tra via Pistoiese e via Bonicoli, i due primi firmatari della petizione che ha raccolto 600 firme contro la trasformazione, Giovacchino Pecini e Claudia D’Urso, in “panchina” l’ex consigliere comunale di centrodestra Giancarlo Auzzi.
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Sono stati, per primi l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, seguito dal presidente della commissione Massimo Carlesi a spiegare che la riqualificazione del Macrolotto zero, che prevede solo interventi pubblici «prima di tutto un fatto concreto - ha sottolineato Barberis - e in secondo luogo servirà proprio per ridare quegli spazi comuni che ora mancano». Più difficile «anche se qualcosa si potrà fare con il nuovo piano delle funzioni», impedire a un privato, proprietario di un immobile commerciale di non utilizzarlo per quello che è: come nel caso dell’ex Lidl. «Ai proprietari basterebbe un ricorso al Tar - ha fatto presente Carlesi - per ottenere ragione».
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Il presidente della Commissione ha anche aggiunto che i proprietari dell’immobile ex Lidl procederanno con una variante «anche se per trasformare l’edificio basterebbe una Scia (una semplice certificazione di inizio lavori ndr) e questo darà modo al Comune di controllare, modificare ma soprattutto di ottenere risultati a beneficio del pubblico». E se Capasso ha chiesto «un braccio di ferro con la Regione per ottenere leggi ad hoc per Prato sul fronte della pianificazione di aree particolari come il macrolotto», la consigliera Pd Serena Tropepe ha ammonito: «Gli effetti positivi della riqualificazione, in particolare sul sociale, si sentiranno negli anni. L’importante, però, è avviare il cambiamento».
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