Il Tirreno

Prato

Autostrada, così proprio non va

Autostrada, così proprio non va

Le richieste del comitato: «Tracciato da rivedere, troppo pericoloso e provocherà inquinamento»

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PRATO. «C'è molto di più da fare rispetto ai tredici punti messi giu' dal Comune» esordisce cosi Tommaso Chiti, portavoce del Comitato "In mezzo all'autostrada", senza intaccare assolutamente la buona collaborazione aperta con il sindaco Mateo Biffoni e l'assessore Filippo Alessi. I tredici punti buttati giù dal Comune prevedono sostanzialmente opere di mitigazione ambientale da presentare a Autostrade Spa per la terza corsia dell'A11, «opere - dice Chiti - che già valevano precedentemente quando eravamo a due corsie, le nostre richieste oggi di fronte a quanto sta accadendo sono anche altre».

Vicinanza alle case. Già un'abitazione di via Roma ha l'autostrada di fronte al balcone, una distanza di appena 2 metri e mezzo. Un saluto mattutino tutt'altro che ambientalmente sostenibile. Con la terza corsia, anche costruita in modo asimmetrico ossia prendendo spazio nella parte più libera del territorio, il rischio evidente è che auto e tir sfrecceranno di fianco alle finestre di molte abitazioni della zona. E’ vero che la legge in vigore prevede sì una distanza tra case e corsie di almeno 25 metri, ma non prevede il contrario ossia che la costruzione di una variante autostradale abbia un minimo di distanza giuridicamente valido dalle abitazioni. Molte delle case di Cafaggio, le Badie, Prato Ovest sono degli anni cinquanta, prima della A11, cosi come la vediamo oggi.

Alla ricerca di fondi. Il Comitato "In mezzo all'Autostrada" si metterà in cucina, a fare spaghetti e rosticciana per cercare i soldi necessari a sostenere le spese legali e soprattutto a dare una mano, dal punto di vista economico, a tutte le famiglie interessate dal caso, ma impossibilitate a far fronte sia a spese di perizie tecniche sia di perizie legali. La prima cena dovrebbe esser fatta già a breve, prima del 18 settembre in uno dei Circoli della zona. A metà della prossima settimana, invece, è prevista una riunione del Comitato con tutti gli iscritti, a porte chiuse. Lì verranno decise altre azioni da fare dopo l'esame dei 13 punti del Comune di Prato, che tra l'altro è il soggetto che subisce il numero maggiore di espropri. Tutti i residenti che vogliono contattare il Comitato possono farlo scrivendo da subito alla mail inmezzoadunautostrada.prato@gmail.com, con nome cognome, indirizzo, recapito telefonico, breve descrizione del caso specifico.

Le novità progettuali. La terza corsia dell'A11, secondo Chiti e non solo, presenta molte anomalie. La prima su tutte: l'ampliamento è previsto da Firenze a Serravalle Pistoiese, ma la cosa che più fa pensare è che all'altezza di Peretola, per i motivi legati all'aeroporto "Vespucci", l'autostrada tornerà a due corsie. «In questo modo - continua il portavoce del comitato - sono prevedibili degli strozzamenti di traffico incredibili, soprattutto su Firenze e prima della salita dil Serravalle. Non si capisce, quindi, l'utilità di questa terza corsia, anzi sembra che possa provocare più danni che maggior deflusso». Il comitato, intanto, ha aperto canali con Pistoia e soprattutto con la Coldiretti pistoiese, scesa in campo da giorni contro la terza corsia.

Le richieste del comitato. «E' evidente che oltre a fattori ambientali qui di mezzo va la sicurezza delle persone. Ve la immaginate una corsia autostradale, nella quale passano auto e Tir, a pochi metri della finestra della cucina o dal salotto di casa? Un incidente grave, un Tir che esce di strada e dove finisce, dove cade ? Qui è il punto sicuramente più delicato. Pensiamo davvero che stiano costruendo un'assurdità, una cosa surreale». Le richieste, quindi, sono molto più incisive. Secondo il comitato va rivisto tutto il progetto della terza corsia, che così com'è sembra fatto tracciando una linea orizzontale. Nella riunione della prossima settimana, con l'ausilio dei legali il comitato valuterà la richiesta di una controvalutazione e esame di inquinamento atmosferico e acustico ad Arpat, l'agenzia regionale per la protezione ambientale. Potrebbe essere la chiave di una svolta.

Alessandro Formichella

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