Il Tirreno

Prato

Protezione civile: tra i “capitani” c’è anche un pratese

di Barbara Burzi
Protezione civile: tra i “capitani” c’è anche un pratese

Il volontario dell’Anai Giorgio Lavorini è assistente per il coordinamento degli interventi al tavolo di Errani

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PRATO. Il suo ruolo può essere paragonato a quello di un angelo custode chiamato ad aiutare le persone sopravvissute al terremoto che ha devastato l'Italia centrale. Giorgio Lavorini, volontario della sezione pratese dell'Associazione nazionale autieri (Anai), è stato convocato dalla Protezione civile nazionale come assistente al coordinamento di interventi nel comune di Accumoli, in provincia di Rieti, quasi completamente raso al suolo dal sisma del 24 agosto. E’ uno dei tanti pratesi partiti alla volta dell’Italia centrale e che con vari ruoli stanno aiutando chi è stato colpito dal terremoto al servizio della complessa macchina della protezione civile.

Lavorini non ci ha pensato un attimo a partire, consapevole di poter contribuire personalmente a dare una mano alle popolazioni più colpite dal disastro. La chiamata per Lavorini è arrivata alle 20 di sabato 27 agosto.

«A mezzanotte ero già in macchina, pronto per partire - racconta - in modo da essere operativo sul campo già alle 6,30 del mattino». Il volontario pratese non è andato lì per scavare tra le macerie («di questo si occupano i vigili del fuoco»), ma per coordinare quelle attività, su cui i riflettori sono un po' meno puntati, come per esempio la logistica.

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«Nella fattispecie - spiega - la mia funzione di supporto al Centro operativo comunale (Coc) è quella di effettuare un censimento di tutti gli edifici e le abitazioni sul territorio, degli abitanti che si sono appoggiati a famiglie o parenti residenti in altri comuni e occuparmi degli accessi alle tendopoli, dei rifornimenti delle merci e tutta la parte logistica: dal centralino telefonico al reperimento di un medico in caso di bisogno.

Insieme a me c'è un altro pratese, Francesco Carfi. Ogni giorno partecipiamo ai briefing con il commissario Errani come assistenti al coordinamento degli interventi e posso garantire che la volontà prevalente è quella di smontare le tende il prima possibile sostituendole con strutture fisse tipo prefabbricati».

Per Giorgio Lavorini non si tratta della prima esperienza in una zona colpita dal terremoto. Oltre ad avere alle spalle diversi anni di volontariato e una formazione acquisita con i corsi di aggiornamento organizzati dalla sua associazione, era già stato messo alla prova nel comune di San Possidonio, in seguito al sisma dell'Emilia.

«La mia impressione - dice - è che quest'ultimo terremoto sia stato più devastante di quello emiliano. Qui, ci sono interi paesi, come Accumoli e Amatrice, che sono stati completamente rasi al suolo, mentre le aree più colpite nelle province di Modena e Reggio Emilia hanno retto meglio poiché c'erano abitazioni di più recente costruzione».

Giorgio Lavorini tornerà a Prato, dopo una settimana di incessante lavoro. «Mi hanno già comunicato che dovrò tornare qui per un altro turno, ma lo faccio con immenso piacere - continua - sapere di poter dare una mano a queste persone è la cosa più importante per me. Ne ho conosciute molte in questi giorni; la sera, mangiamo tutti allo stesso tavolo. I racconti di chi è sopravvissuto al sisma, di chi ha perso tutto, sono storie dolorose che fanno venire il groppo alla gola... ».

Ma una promessa è una promessa, specie se messa nera su bianco, come quella che si legge su un cartellone appeso dai volontari all'ingresso di un campo allestito con le tende. «Piano piano vi restituiremo la serenità».

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