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«Abbiamo trovato solo debiti e confusione»

«Abbiamo trovato solo debiti e confusione»

PRATO. Pamela Bicchi, nominata presidente della Fondazione del Centro nel gennaio 2011(amministrazione Cenni) ha iniziato la gestione della struttura quando era ancora sotto sequestro penale per l’inc...

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PRATO. Pamela Bicchi, nominata presidente della Fondazione del Centro nel gennaio 2011(amministrazione Cenni) ha iniziato la gestione della struttura quando era ancora sotto sequestro penale per l’inchiesta per maltrattamenti di animali che deve ancora andare a sentenza e per la quale è imputato tra gli altri, l’ex direttore Gilberto Tozzi. Che situazione ha trovato?

«Mi creda, incredibile. Logica avrebbe voluto che il Centro venisse chiuso, ma la nostra scommessa è stata quella di riaprirlo e rilanciarlo. Ricordo che nella parte di proprietà comunale, a quel tempo chiusa al pubblico, l’area nella quale, nell’edificio abitavano i Tozzi, Asm in alcune settimane ha portato via 12 tonnellate di rifiuti. C’era di tutto, anche i topi morti. E poi strutture non a norma e 240 animali, perché quelli erano, da sfamare e curare senza una lira».

Ecco, veniamo alla parte amministrativa che è quella che ha portato alla condanna.

«La parte amministrativa? Solo debiti, enormi debiti. Duecentomila euro di affitti arretrati alla Curia, una passivo di centomila euro che si trascinava dall’anno precedente. Non sono cifre piccole per una struttura che viveva con i soli 250.000 euro di contributi del Comune, oltre, ovviamente, alle entrate proprie. Non voglio entrare nel merito della questione che ha già approfondito la Corte dei Conti, ma analizzando la contabilità erano tantissime le cose che non tornavano, poca chiarezza, grande confusione. Una situazione difficilissima, soprattutto se si considera che quello su cui lavoravamo era denaro pubblico».

Dunque, che cosa ha fatto?

«La Guardia di finanza era già dentro il Centro e ogni sabato, l’unico giorno che potevo dedicare a quell’attività a causa del mio lavoro, spulciavamo registri. Alla fine con il sindaco e l’assessore di allora (Roberto Cenni e GoffredoBorchi ndr) decidemmo di stilare una relazione dettagliata su tutta la situazione contabile e allegarla a un esposto alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti che il sindaco Cenni firmò. Certo, non c’è nulla di cui essere felice perché certe cose vanno a discapito di un’intera comunità. Ma c’era da fare pulizia».

E c’è riuscita?

«Direi di sì, per come sono poi andate le cose. Certo, non sono stati quattro anni facili, credo di aver dato noia a molta gente e di bastoni tra le ruote me ne sono stati messi tanti per bloccare un risanamento faticosissimo».

Pensa a motivazioni politiche?

«Dico solo questo: che a distanza di tempo mi fa ancora arrabbiare il fatto che gli amministratori che si sono succeduti alla guida della città, sapessero tutto ma non abbiano mai fatto nulla. Questo comportamento, secondo me, è inspiegabile e inqualificabile». (c.o.)

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