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Il vescovo Agostinelli nei paesi devastati dal terremoto

Il vescovo Agostinelli nei paesi devastati dal terremoto

PRATO. Il vescovo di Prato Franco Agostinelli è stato in visita ad Amatrice e in alcune frazioni della montagna reatina colpite dal terremoto del 24 agosto. Monsignor Agostinelli è il correttore...

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PRATO. Il vescovo di Prato Franco Agostinelli è stato in visita ad Amatrice e in alcune frazioni della montagna reatina colpite dal terremoto del 24 agosto. Monsignor Agostinelli è il correttore nazionale delle Misericordie d'Italia e in qualità di assistente spirituale del movimento è andato a rendersi conto della situazione direttamente sul posto. Partito all'alba di ieri il vescovo ha avuto come prima destinazione il grande campo di accoglienza per sfollati a Sant'Angelo gestito dalle Misericordie. Ad accoglierlo c'erano il presidente della Confederazione nazionale Roberto Trucchi e il coordinatore dell'area emergenza Alberto Corsinovi, che è anche presidente delle Misericordie toscane. Con monsignor Agostinelli anche monsignor Stefano Manetti, vescovo di Montepulciano-Chisi-Pienza, il correttore della Toscana don Simone Imperiosi e il provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini.«Sono venuto qui per vedere l'impegno della Misericordia a favore delle popolazioni di Amatrice e degli altri paesi duramente provati dal terremoto - dice il vescovo Agostinelli -, posso complimentarmi con tutti i volontari per il grande lavoro che stanno svolgendo, perché lo fanno con entusiasmo e competenza». Nella prima fase dell'emergenza sono intervenuti oltre 350 confratelli provenienti in gran parte dalle Misericordie della Toscana. Attualmente sono un centinaio quelli che si trovano sul posto con il compito di fornire assistenza alle persone. «I nostri volontari pensano agli alloggi, alla mensa e alla cura dei servizi igienici ma non solo - aggiunge monsignor Agostinelli - nei campi base viene dato soccorso medico e anche un aiuto psicologico. La gente sta affrontando questo difficile situazione con estrema dignità, nessuno pensa di andare via, sanno che questo è il loro posto e qui vogliono rimanere. Ci stanno chiedendo una mano per ripartire e tutti noi siamo chiamati a dare una risposta».

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