Il dolore
Stipendi "gonfiati", ex dirigenti di Galceti condannati
Prato, su Massimo Calissi, Gilberto Tozzi e Vladimiro D'Agostino s'abbatte la scure della Corte dei Conti. Dovranno restituire, ciascuno per la propria parte, complessivamente, quasi 100.000 euro
PRATO. Stangata della Corte dei Conti di Firenze nei confronti di Massimo Calissi, ex presidente della fondazione Centro di scienze naturali di Galceti. Condannati a risarcire i danni all’erario, seppure in misura inferiore a Calissi, anche l’ex direttore, nonché storico fondatore, Gilberto Tozzi e il componente del consiglio di amministrazione Vladimiro D’Agostino.
Per Calissi la cifra è di 79.182 euro, D’Agostino è stato condannato a pagare 14.718 euro e Tozzi dovrà sborsare 4.665 euro. Il tutto aggravato dalla rivalutazione monetaria e gli interessi, visto che i fatti di cui i tre dirigenti erano imputati risalgono al periodo compreso fra il 2003 e il 2010. Sono stati invece assolti altri sei componenti il consiglio di amministrazione, tirati in ballo dalla procura regionale toscana.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.14039153:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14039153:1652292210/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le indagini sono state svolte dalla Guardia di finanza, che avrebbe accertato come gli imputati avrebbero liquidato, o consentito di liquidare, in modo illegittimo una serie di somme a titolo di maggiori compensi. Di qui un evidente danno all’erario. In buona sostanza, la tesi della Procura era che Calissi si sarebbe aumentato lo stipendio ed avrebbe aumentato i compensi di Tozzi, legato al Centro di Galceti da un rapporto di collaborazione stabile, in modo indebito. Non solo, sarebbero stati ingiustificati anche gli aumenti di stipendio nei confronti di alcuni dipendenti.
Ma ci sono anche altre voci di spesa nel mirino degli inquirenti, come il pagamento di sanzioni comminate dal Corpo Forestale per il mancato aggiornamento dei registri animali quando il Centro di Galceti svolgeva attività di recupero della fauna selvatica. La Corte dei conti ha respinto tutte le eccezioni presentate dai difensori, compresa quella che faceva leva sulla prescrizione per le somme pagate prima del quinquennio 2003-2007. Ha però riconosciuto il ruolo passivo rispetto alla vicenda dei consiglieri di amministrazione.
«Non risulta emergere alcuna responsabilità della generalità dei componenti del consiglio di amministrazione - scrive la Corte dei conti nel dispositivo di sentenza - Occorre al riguardo evidenziare che dai bilanci consuntivi, da approvarsi a cura dell’organo collegiale, non poteva risultare l’esatta entità dei pagamenti corrisposti ai singoli beneficiari...»
L’unico componente del cda del Centro di Galceti condannato dalla Corte è stato D’Agostino, in quanto è stato accertato come egli stesso abbia concorso a realizzarli dandone comunicazione a Confesercenti, che si occupava dell’elaborazione dei conteggi e dei cedolini stipendiali.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.2204760:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2010/12/03/news/sequestrato-il-centro-di-scienze-naturali-di-galceti-maltrattamenti-sugli-animali-e-altri-gravi-abusi-1.2204760]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
