Toscana
La protesta di un'insegnante: "Trasferita a Venezia per errore"
Prato, la professoressa Francesca Cini sostiene che sono state attribuite le sedi a insegnanti con punteggio più basso, a discapito di insegnanti con punteggio più alto che avevano diritto a essere collocati nella stessa sede e che invece sono stati assegnati altrove
PRATO. Sul caos delle assegnazioni degli insegnanti ha scritto al Tirreno la professoressa Francesca CIni, docente di musica nella scuola media, che ha raccontato la sua esperienza.
"Scrivo per denunciare un fatto molto grave che sta accadendo nel mondo della scuola di cui pochi parlano e, se lo fanno, non nel modo corretto. Durante l'estate (da fine luglio a metà agosto) si sono svolte le operazioni di mobilità del personale docente neo-assunto.
I giornali hanno parlato di "mobilità forzata", "deportazioni", "esodi di massa" (in particolare dal sud a nord) e anche di insegnanti che si lamentano per non aver ottenuto la scuola sotto casa. Le cose non stanno così.
Gli insegnanti che protestano (come me) sono stati trasferiti per errore.
Sono state infatti attribuite le sedi a insegnanti con punteggio più basso, a discapito di insegnanti con punteggio più alto che avevano diritto a essere collocati nella stessa sede e che invece sono stati assegnati altrove.
Vi faccio il mio esempio: io ho 38 punti e avevo espresso come prima preferenza la provincia di Prato. Al termine delle operazioni, sono stata trasferita a Venezia (mia 81esima preferenza) mentre a Prato sono stati inseriti 11 docenti di cui solo 4 con punteggio superiore a 38.
Altro errore eclatante è stata la non attribuzione di nessuna sede su ambito nazionale (per mancanza di posti disponibili), quando invece le sedi sono state attribuite a docenti con addirittura zero punti.
Ovviamente tutte queste sono verificabili andando a vedere sui siti dei vari Usp la pubblicazione dei movimenti.
La cosa ancor più grave è che il MIUR:
a) non ha riconosciuto l'errore (si parla di almeno 5000 docenti in queste condizioni)
b) è andato avanti con le operazioni (scelta delle scuole da parte dei docenti e/o assegnazione d'ufficio): docenti con punteggio più basso hanno già firmato i contratti con le scuole che sarebbero invece spettate a docenti con punteggio più alto.
c) per correggere la propria posizione, i docenti, se l'istanza di conciliazione non dovesse andare a buon fine (cosa che sta accadendo in molti casi, visto che i posti nella provincia spettante di diritto sono già stati attribuiti), dovranno fare ricorso al giudice del lavoro.
È come se ricevessi una multa da 10.000 euro perché l'amministrazione ha sbagliato la persona a cui inviarla (magari un caso di omonimia) e, nonostante io possa dimostrare l'errore con tanto di carta d'identità, devo comunque chiedere conciliazione (della serie "anziché 10.000 euro ne paghi 5.000 e non se ne parla più") e, se rifiuto la conciliazione, andare in tribunale. Nel frattempo però i 10.000 euro sono costretta a pagarli...".
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