«Vorrei aiutare i bambini colpiti dal sisma»
Anna Genni Miliotti, specialista in adozioni, ha già lavorato con i più piccoli all’Aquila, ne è nato un libro
PRATO. «Vorrei mettermi a disposizione anche questa volta per portare il mio aiuto, in quello che so fare: scrivere storie insieme ai bambini, li aiuta a elaborare il trauma». Anna Genni Miliotti, pratese, scrittrice, esperta di adozioni, in questi giorni non riesce a fare a meno di ripensare all'esperienza vissuta con alunni e maestre di una scuola de L'Aquila, un mese dopo il terremoto. «Dal laboratorio nacque il libro 'Chi ha visto Pasqualina?' edito da Franco Angeli con il quale abbiamo raccolto fondi per riscostruire la scuola elementare Papa Giovanni - racconta - Un libro nato insieme agli stessi bambini che ho coinvolto nel portare avanti la storia perchè lavorare con loro significa imparare sempre molto ma anche aiutarli, quando serve». Soprattutto dopo un'esperienza traumatica come un sisma. La sua dote del resto, nella vita come nel lavoro, è cercare la positività anche nei momenti più bui.
Lei lavora spesso con i bambini con i quali i affronta temi non facili. Cosa le ha lasciato l'esperienza a l'Aquila?
« Che i bambini sanno andare avanti mentre l'adulto no, sono una risorsa per i genitori per accettare il cambiamento e guardare al futuro perché nulla sarà mai come prima e non possiamo far portare ai bambini il peso di un dolore così grande».
Ha scritto molti libri sul tema dell'adozione, collabora con vari enti. Com'è nato il suo interesse?
«Dalla mia esperienza di madre adottiva, gioie e dolori messi insieme sono una molla esplosiva. Poi l'interesse è cresciuto perché ti devi scontrare ogni giorno con le mancanze che vedevo intorno ai miei figli: difficoltà nell'inserimento scolastico, mancanza di accoglienza, mancanza di preparazione e sostegno alle coppie, ma soprattutto di comprensione dei veri bisogni degli adottati. Primo fra tutti quello di conoscere le proprie origini».
Cosa le ha fatto decidere di lasciare un lavoro nella pubblica amministrazione per diventare scrittrice?
«Un bel giorno mi sono accorta che dovevo decidermi: o continuare un lavoro che poteva farlo bene anche un altro, o continuare e aumentare il mio impegno nel preparare le coppie all'adozione, cosa che non faceva ancora nessuno. Il secondo era più gratificante per me, e utile per gli altri. Decisione facile.
Di recente è stata anche ascoltata alla commissione Giustizia della Camera sulla legge sulle adozioni.
«La nostra legge non è tutta da cambiare. Il problema, come in altre situazioni, è che non viene applicata. Per esempio: la legge prevede un tempo di 6 mesi e 15 giorni per avere l'idoneità ad adottare. Mi dicono che la media è invece oggi di 2 anni. Ma soprattutto, l'adozione internazionale è diventata un lusso per pochi. I costi spesso superano i 26.000 euro. Troppo per molti oggi. Mentre i bambini che hanno bisogno di una famiglia, e non sono "embrioni" ma essere umani di 5 anni e più, sono milioni. Occorre che i nostri governanti si accorgano che sostenere le famiglie adottive ha un valore sociale di promozione all'accoglienza più alto che finanziare la fecondazione eterologa, addirittura senza nemmeno pagare un ticket, come avviene oggi.
A cosa sta lavorando adesso?
«Alla formazione degli insegnanti, che il Miur con una direttiva ha invitato ad aggiornarsi sul tema dell'adozione. A settembre esce "Adottati a scuola" per LibriLiberi e ho appena finito un nuovo romanzo, la storia dei miei genitori».
Camilla Bernacchioni
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