Il dolore
Silenzio e lutto nei campi Brachi: «Solo devastazione»
Il capo della Protezione civile in due delle diciotto frazioni di Amatrice «Abbiamo allestito tende per una quarantina di persone. Hanno perso tutto»
PRATO. Prato in lutto per il terremoto. Ieri a mezzogiorno tutti, cittadini, associazioni, esercizi commerciali hanno osservato un minuto di silenzio, anche il centro commerciale i Gigli si è fermato. E in segno di lutto il Luna Park è iniziato senza i tradizionali fuochi d’artificio.
Ed è dalle zone terremotate di Lazio, Umbria e Marche che arrivano le notizie “in presa diretta”. «Qui ’è solo devastazione, una situazione terribile». Sergio Brachi, capo della Protezione civile di Prato è arrivato da poche ora ed ha trascorso la prima notte, assieme ai volontari della colonna toscana dei soccorsi (230 persone in tutto) in una delle tendopoli allestite per dare riparo, una branda, un pasto e la garanzia di un intervento medico agli sfollati. «Noi siamo in 58, in gran parte volontari - racconta Brachi - con quattro funzionari della Protezione civile di diverse parti della Toscana e abbiamo allestito due campi in due delle diciotto frazioni di cui è composta Amatrice». Minuscole realtà disseminate su u territorio vasto, difficile da raggiungere e ancora di più da soccorrere. Brachi e suoi uomini sono tra Musacchio e Cornillo Nuovo, zona agricola e di allevamenti. «Mensa, segreteria e una tende nella quale abbiamo collocato le brande sono a Musacchio dove c’è anche un punto medico avanzato - spiega Brachi - un’altra tenta, ma solo per dare riparo per la notte, è a Cornillo che però è distante cinque minuti a piedi dal campo più attrezzato». Nelle due tende vivono da oltre ventiquattro ore una quarantina di persone. «E’ gente che ha perso tutto: casa, allevamenti, ciò che possedeva - dice Brachi - ma almeno il terremoto ha risparmiato i loro parenti. Si tratta per lo più di persone che vivono di agricoltura, uomini e donne duri e dignitosi, quasi tutti adulti tranne due persone piuttosto anziane ma ancora autosufficienti». « E’ a loro - conclude Brachi - che cerchiamo di dare tutto l’aiuto e il sostegno possibile». Il capo della protezione civile di Prato, come tutti gli altri, farà turni di tre giorni nelle aree terremotate, poi rientrerà.
Cristina Orsini
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