Il Tirreno

Prato

La scuola parte senza presidi, insegnanti e custodi

Martina Altigeri
Un ragazzo in aula
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Un ragazzo in aula

Prato, le lezioni stanno per ricominciare ma la situazione è di grande caos, 200 insegnati hanno chiesto il trasferimento

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PRATO. Il nuovo anno scolastico sta per iniziare ma all'appello mancano presidi, custodi e insegnanti. E' questa la situazione che sta interessando le scuole di Prato, decisamente in ritardo con la tabella di marcia che già il primo settembre le dovrebbe vedere aperte e operative in previsione dell'avvio della didattica il 15 del prossimo mese.

Il quadro invece è tutt'altro che roseo, reso ancora più complicato dall'accavallarsi di scadenze, trasferimenti del personale, procedure del concorso docenti ancora in alto mare, assenza di convocazioni del personale Ata e dei passaggi di ruolo dei docenti. Gli uffici scuola della Cisl e della Cgil hanno delineato una situazione davvero complessa, peggiore di quella vissuta in passato e con ritardi cronici che porteranno ad iniziare part-time l'anno scolastico per l'assenza di insegnanti.

«Il personale Ata non è stato ancora convocato, apriremo il primo settembre senza neppure i custodi. Si preparino poi anche i presidi, quasi sicuramente ognuno di quelli presenti a Prato si troverà a fare la reggenza in un'altra scuola, avendo così un doppio lavoro non facile. Viviamo nell'oblio, siamo sulla via dell'abbandono totale e dall'ufficio scolastico provinciale non riceviamo notizie perché non c'è il personale» commenta così Anna Stella Tempestini, della Cisl, l'avvio del nuovo anno scolastico.

Ritardi dettati anche dalle tante novità introdotte dalla legge 107 "La buona scuola", che hanno innescato molti cambiamenti sulle assegnazioni degli incarichi degli insegnanti. A questi si aggiungono poi le graduatorie del concorso dei docenti, ancora non concluso per molti gradi di istruzione, che rendono incerti gli incarichi da assegnare a professori e maestri. Per il 15 settembre, in una corsa contro il tempo, si arriverà sì a nominare presidi e i custodi, ma in aula ci saranno gli alunni e solo pochi insegnanti, quelli di ruolo del passato, perché i "nuovi", interessati da "trasferimenti-deportazioni", secondo i sindacati, potrebbero non essere ancora stati definiti o perché i posti lasciati liberi da loro verranno poi assegnati ai supplenti annuali, coloro che ogni settembre si ritrovano a coprire i posti vuoti nelle varie scuole.

In attesa della pubblicazione delle graduatorie dei presidi, degli Ata e dei docenti di ruolo, l'Ufficio scolastico provinciale mette una toppa e per il 30 e il 31 agosto ha convocato tutti gli insegnanti che hanno presentato domanda di mobilità, e sono stati spediti in una provincia non richiesta, a trovare una conciliazione, una soluzione per evitare successivi ricorsi. «Sono circa 200 gli insegnanti a Prato che hanno chiesto il trasferimento - spiega Daniele Monticelli della Cgil - Si contano coloro delle fasi di assunzione B e C che hanno fatto domanda per la sede definitiva, coloro della mobilità interprovinciale, poi ci sono quelli che cercano di tornare a Prato. Molti si sono visti assegnare una provincia non richiesta e lontana da casa, è una situazione molto incerta che alimenta questa fase di precariato. Prima si dovrà procedere a definire questi incarichi, poi solo successivamente si potrà capire qual è il quadro che resta scoperto e quali cattedre andranno a supplenza».

 

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