Il Tirreno

Prato

Nell’ex fabbrica Ilcat di via Ciliani nascerà un albergo

Cristina Orsini
L'edifio ex industraile all'angola tra via Ciliani e via Buricchi (immagine di Google Map)
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L'edifio ex industraile all'angola tra via Ciliani e via Buricchi (immagine di Google Map)

Prato, un progetto della famiglia di imprenditori tessili Bini che da pochi giorni ha ottenuto l’archiviazione di un precedente piano sullo stesso immobile

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PRATO. Niente case, uffici e negozi, nell’ex fabbrica in zona Sacro Cuore. Per rompere schemi consueti, la famiglia di imprenditori tessili Bini, proprietari della Ilcat di via Piemonte, un’azienda per la commercializzazione di materie prime tessili, proprietari anche della splendida Villa Antinori di Monte Aguglioni a Scandicci, una delle dimore patrizie meglio conservate della zona e messa in vendita alcuni mesi or sono, con altre proprietà immobiliari nel patrimonio, questa volta scommette sul settore ricettivo.

L’obiettivo è realizzare un albergo utilizzando i volumi della ex fabbrica Ilcat con sede all’angolo tra via Ciliani e via Bogardo Buricchi, zona Sacro Cuore appunto. E il progetto è stato affidato allo studio dell’architetto Alessio Cantini che si è già messo al lavoro. Una premessa doverosa: nessuno, nè assessore all’Urbanistica, nè commissione Urbanistica, ha potuto visionare il progetto perché ancora non è stato consegnato.

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Si sa che il destino dell’edificio chiaro, di tre piani, all’angolo delle due strade nella prima periferia nord della città, è destinato ad essere abbattuto, perché quello stesso immobile era oggetto di un piano di recupero, datato 2012 (ancora una volta studio Cantini), archiviato in via definitiva il 19 agosto scorso con una determina firmata dal dirigente Francesco Caporaso.

Un piano che prevedeva la demolizione dell’ex fabbrica con nuova edificazione di un palazzo di 5 piani con appartamenti, negozi e una quota di uffici, più volte passato in commissione (anche con un sopralluogo) e che era stato “congelato” in attesa delle integrazioni richieste: gli standard mancanti da reperire in prossimità e una facciata giudicata di eccessivo impatto.

Invece delle integrazioni è arrivata la richiesta di procedere con un nuovo piano che prevede, ovviamente, una variante visto che le destinazioni d’uso saranno modificate. «La scelta di cambiare progetto - spiega Maria Paola Rita Bini, presidentessa della Croce Rossa di Prato, sorella di Paolo Bini - è dovuta a una più attenta valutazione delle possibilità che il mercato offre».

Nella zona nord di Prato strutture ricettive, infatti, non ne esistono e se mai l’albergo da poco più che idea diventerà realtà, nascerà a meno di un chilometro e mezzo dal nuovo stadio di atletica. «E’ comunque prematuro - conclude Bini - parlare di come sarà l’albergo perché ancora non abbiamo ottenuto il via libera dal Comune». Un passo fondamentale era ottenere l’archiviazione del primo procedimento. Ora è solo questione di tempo.

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