Proteste
Trasforma la casa in bisca e va a vivere in soffitta
La scelta di un cinese di 31 anni, il cui appartamento è stato controllato dalla polizia municipale: denunciati 20 giocatori d'azzardo e sequestrato il sottotetto
PRATO. Per far posto ai tavoli da gioco aveva pensato di spostare tutti i mobili in soffitta, trasferendovisi con la famiglia della sorella. Per questo un cittadino cinese di 31 anni, regolare sul territorio italiano, è stato denunciato per esercizio del gioco d’azzardo e per abuso edilizio.Gli agenti della polizia municipale di Prato sono riusciti ad accedere a un appartamento di proprietà dell’uomo che vi risiedeva da anni ma che nel frattempo aveva trasformato la propria abitazione in bisca clandestina per il gioco del majiong, gioco d’azzardo diffuso nella comunità cinese. All’interno dell’appartamento, svuotato di ogni arredo per far posto ai tavoli da gioco, gli agenti hanno trovato circa 20 persone sedute ai tavoli con tanto di panno verde come un vero casinò. Una volta identificati i giocatori, gli agenti hanno proceduto al sequestro del denaro sui tavoli (circa 4.000 euro) e a denunciarli all’autorità giudiziaria per la partecipazione al gioco d’azzardo.
Durante i controlli è emerso il cambio di destinazione d’uso della soffitta che, stante la trasformazione dell’appartamento in sala da gioco, era stato a sua volta convertita in civile abitazione nonostante non presentasse le necessarie caratteristiche, essendo priva di finestre e con altezza al di sotto della norma. Gli agenti vi hanno infatti trovato camere da letto ed una cucina perfettamente funzionante. Per questo i locali del secondo piano sono stati sigillati e posti sotto sequestro preventivo in vista di ulteriori verifiche su eventuali altri abusi edilizi. Il proprietario, una volta rintracciato, è stato invitato a presentarsi al Comando dove è stato denunciato per esercizio del gioco d’azzardo e per l’abuso edilizio, per il quale è prevista una pena fino a circa 50.000 euro. Infine sono state portate al Comando di piazza Macelli prima ed in Questura poi, quattro donne prive di documenti e risultate non in regola con il permesso di soggiorno.
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