Scritte razziste in strada: la procura apre un fascicolo
Allarme del procuratore capo Nicolosi: «È il terzo sull’odio razziale». Gli altri sono legati al Cervo Bianco e ai commenti del poliziotto su Facebook
PRATO. C'è un problema razzismo che sta emergendo con forza in città. Un'intolleranza verso gli stranieri che si palesa all'interno di gruppi organizzati, quotidianamente sui social e, alcuni giorni fa, anche con iniziative eclatanti come le scritte lungo via Papa Giovanni Paolo I, dove sul muretto della chiesa della Resurrezione e sulla sede stradale sono apparse scritte contro i profughi e le persone di colore accompagnate da alcune svastiche fatte con lo spray.
Una preoccupazione che il procuratore capo Giuseppe Nicolosi fa propria. E, anche se si tratta di atti abbastanza frequenti nelle grandi città, ha deciso di aprire un fascicolo a carico di ignoti per le scritte apparsi su una delle strade più frequentate del centro. L'ipotesi di reato è istigazione all’odio razziale e danneggiamento pluriaggravato. Il fascicolo è stato assegnato al sostituto Lorenzo Gestri e non si tratterebbe di una scelta casuale. «Dobbiamo rilevare che si tratta del terzo fascicolo che apriamo con ipotesi di reato di questo tipo», commenta Nicolosi. «Tre fascicoli che ci devono indurre a fare attenzione: uno è questo delle scritte, che apro a seguito della relazione che ho ricevuto dalla Digos, il secondo è quello legato alle aggressioni a uomini marocchini da parte di gruppi cinesi, l'inchiesta sul Cervo Bianco. Il terzo riguarda il poliziotto che scrisse commenti razziali su Fb».
Il procuratore capo non si sbilancia però su possibili legami tra i due fascicoli. «Mi limito a dire che ci sono due fascicoli per lo stesso reato aperti in poco tempo».
In base a un'analisi superficiale non sembrerebbe ci possano essere collegamenti anche perché la zona è lontana dalla Chinatown e pare difficile pensare che a scrivere con lo spray lungo la strada possano essere state persone di nazionalità cinesi. Un’inchiesta complicata anche per l’assenza di telecamere nella zona.
E' però indubbio che la deriva razzista che Prato sta prendendo è assolutamente evidente tanto che più volte l'organizzazione di ronde da parte dei cittadini cinesi per farsi giustizia da soli non ha avuto atteggiamenti di condanna, non solo dai connazionali ma anche dai pratesi che, in numerosi commenti sui social dei siti e dei quotidiani hanno approvato l’atteggiamento degli orientali. (ile.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
