Il Tirreno

Prato

"Tregua" tra il commissario Iacolare e la Misericordia di Oste

di Francesca Vattiata
Il commissario Massimiliano Iacolare
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Il commissario Massimiliano Iacolare

Per la prima volta dopo aver trascorso tre notti all'interno degli uffici insieme ai volontari è stato fatto uscire e poi rientrare. È il primo, atteso, sviluppo in merito alla tormentata vicenda tra la Misericordia di Prato e la sezione di Oste

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MONTEMURLO. Il commissario Massimiliano Iacolare, oggi, venerdì 19 agosto, intorno alle ore 13, ha lasciato la sede della Misericordia di Oste dopo quattro giorni e tre notti di permanenza nei locali in cui ha vissuto fianco a fianco con il gruppo di volontari che non lo ha mai legittimato come commissario e che ha scelto di occupare a oltranza la struttura proprio in risposta alla decisione di commissariamento della sezione, eseguita il 16 agosto scorso.  Una sorta di tregua visto che il commissario Iacolare è stato poco dopo fatto rientrare. È il primo, atteso, sviluppo in merito alla tormentata vicenda tra la Misericordia di Prato e la sezione di Oste, che con un atto di forza, ossia l'occupazione della sede di via Scarpettini, ha tentato di rivendicare la sua autonomia rispetto alla casa madre. Fin dal momento del suo arrivo nella sede, martedì 16 agosto, il commissario Iacolare ha trovato davanti a sé una fiera resistenza del presidente Daniele Bartoletti e dei volontari in servizio, che gli hanno impedito di prendere in mano la direzione della struttura.

In merito alla vicenda, prima che si diffondesse la notizia dell'allontanamento di Iacolare, era intervenuto anche il sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, offrendo la propria mediazione alle parti in causa.

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«Ho appreso dai giornali - dice Lorenzini - il proseguire delle tensioni all'interno della Misericordia di Oste. Dopo il commissariamento dei giorni scorsi, che la Misericordia di Prato ha comunicato al Comune in forma ufficiale, desidero intervenire nel dibattito, auspicando che le parti trovino al più presto un accordo e una soluzione nell'interesse della comunità. Pur trattandosi di una vicenda “privata”, come ho già avuto modo di dichiarare nei giorni scorsi ai diretti interessati, sono disponibile a offrire la mia mediazione e a incontrare le parti, per arrivare ad un esito positivo di questa vicenda che ci tocca da vicino e ci rammarica».
 

 

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