Sicurezza
Tra Prato e Oste un braccio di ferro senza Misericordia
Il presidente regionale arriva in soccorso di Iacolare «Lo hanno lasciato senza acqua e cibo, sono mortificato»
PRATO. Hanno mandato il generale Corsinovi a salvare il soldato Iacolare, ostaggio volontario dalle 18 di martedì degli "ammutinati" della Misericordia di Oste, quelli entrati in rotta di collisione con la casa madre di Prato che secondo loro vorrebbe vendere una parte della sede di via Scarpettini, decisione a cui si oppongono, definendola senza mezzi termini un tentativo di golpe.
Alberto Corsinovi è il presidente della Federazione regionale delle Misericordie, che ora accusa: «La Misericordia di Oste non ha avuto misericordia». Corsinovi è arrivato a Oste poco prima delle 14 di ieri in soccorso di Massimiliano Iacolare, il commissario nominato dalla Misericordia di Prato per prendere il posto del presidente della sezione, Daniele Bartoletti, in sella dal 1984. All’ingresso ha chiesto «Posso entrare?». Bartoletti gli ha risposto: «Preferirei che tu parlassi qui fuori». E l'altro, di nuovo, più deciso: «Posso entrare?». Lo hanno fatto entrare.Corsinovi è letteralmente arrivato in soccorso di Iacolare: si è portato dietro una bottiglia d'acqua, un paio di tramezzini e un caricabatterie. Dice che quelli di Oste hanno lasciato il commissario senza acqua, senza cibo e senza poter ricaricare il telefono cellulare, lui che da poco più di un mese è diventato padre di una bambina. «Per diverse ore la moglie non ha nemmeno potuto parlarci». Iacolare è rimasto dentro la sede, ospite sgradito, perché sapeva che una volta fuori avrebbe dovuto chiamare la forza pubblica per rientrare, com’era accaduto nel pomeriggio di martedì, quando in via Scapettini sono arrivati i carabinieri della Tenenza di Montemurlo.Corsinovi parla senza alzare la voce, ma è chiaramente infuriato. È reduce dall'aver visitato 67 sedi in Toscana per oltre 1.400 chilometri, ma una situazione come questa non l'aveva ancora trovata. «Questo è l'anno della Misericordia - scandisce quella misericordia che noi ci vantiamo di fare all'esterno. Ieri non l'abbiamo neanche fatta all'interno. Non gli hanno concesso nemmeno di ricaricare il telefono».
Sulla controversia tra Prato e Oste non vuole entrare, per il suo ruolo istituzionale. Ma una cosa la dice: «Dentro la Misericordia c'è una sorta di giurisdizione interna (il collegio dei probiviri e il consiglio nazionale dei saggi, ndr). Non mi risulta che siano stati attivati. Il primo atto giudiziario è stato promosso dalla sezione di Oste e queste sono le conseguenze. È una cosa che mi mortifica. In un movimento che dovrebbe trarre i suoi principi dal Vangelo, ricorrere agli avvocati e alla legge è veramente fuori luogo».
Il "soldato" Iacolare, che militare lo è stato davvero, nella Marina, è rimasto impassibile. Dalla Versilia, dove vive, è stato catapultato a Oste, c'è da immaginarsi col pensiero alle spiagge, e promette di rimanerci fin quando il commissariamento non diventerà effettivo. Ha passato la notte in bianco, su un divanetto, ma da militare resiste.E resistono anche gli ammutinati di Oste. Il presidente Daniele Bartoletti, prima dell'arrivo di Corsinovi, aveva spiegato che la Misericordia di Prato «non ha messo una lira» quando è stata costruita la nuova sede di Oste, inaugurata nel 2010. O meglio, ha messo circa 100.000 euro, ma il mutuo da oltre tre milioni lo sta pagando Oste coi servizi svolti per conto della Misericordia di Prato.
Il nocciolo della questione è questo. Quando a Oste hanno sentito che Prato voleva vendere un pezzo dell'immobile di via Scarpettini, quello dove insiste la farmacia, si sono messi di traverso e hanno iniziato una causa civile per l'accertamento della proprietà. Ai primi di settembre, come ha spiegato l'avvocato della sezione di Oste, Filippo Toccafondi, ci sarà un tentativo di mediazione davanti al giudice Moretti, che secondo lui potrebbe anche andare a buon fine. I ribelli di Oste non negano che formalmente la proprietà dell’immobile sia della Misericordia di Prato, ma vorrebbero che fosse riconosciuto il valore delle donazioni fatte dalla gente di Montemurlo. «Ma qui il problema è il rispetto delle persone e soprattutto delle regole - ribatte Corsinovi - Ogni confraternita ha la sua autonomia, e se le regole sono queste vanno rispettate».
In altre parole, si potrà anche trovare una giusta mediazione davanti al giudice civile, ma lo sbaglio, secondo Corsinovi, è stato intentare una causa senza tentare prima un accordo all’interno dell’associazione. Dopo ore di discussione, riferisce l’avvocato Toccafondi, alla sezione di Oste è stato proposto il ritiro del commissariamento in cambio della restituzione della sede libera da cose e persone, ma la proposta è stata respinta. A questo punto il commissario Iacolare ha deciso di rimanere comunque all’interno della sede, insieme ai volontari della Misericordia, in attesa che la situazione si sblocchi. Ha chiesto soltanto di poter ricevere la visita della moglie e del figlio, richiesta accordata. Una situazione paradossale, con l’assediante e gli assediati costretti a passare un’altra notte insieme. Un gruppo di volontari ed ex volontari, una dozzina, a tarda sera ha cercato di entrare ma è stata loro sbattuto la porta. L'obiettivo era portare solidarietà e qualcosa da mangiare al commissario che nella tarda serata di ieri era ancora barricato nella sede insieme al presidente regionale. Visto il perdurare della situazione anche il vescovo di Pistoia avrebbe fatto una proposta di mediazione.
Paolo Nencioni
(ha collaborato Francesca Vattiata)
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