Lutto
Parte della sede messa in vendita La lite è nata così
L’origine della controversia risale allo scorso gennaio Il Comune era disposto ad acquistare i locali della farmacia
PRATO. L’origine dello scontro tra Prato e Oste risale a gennaio, quando la Misericordia di Prato ha deciso autonomamente di vendere una cospicua parte della struttura posta in via Scarpettini, proprio nell’area in cui si trova la Farma.Com, una delle partecipate del Comune di Montemurlo.
Proprio per questo, a farsi avanti in caso di vendita, era stato proprio il Comune di Montemurlo il quale, con una mail inviata all’indirizzo sia delle sede centrale sia della sezione di Oste, aveva proposto la sua candidatura esercitando il consueto diritto di privilegio. Da lì in poi i rapporti tra casa madre e sezione locale si sono fatti sempre più difficili.
Ecco perché ora sono tutti inchiodati al loro posto, nei locali della sede della Misericordia di Oste, in un braccio di ferro che sembra non trovare risoluzione: sia i volontari, con il loro presidente Daniele Bartoletti, intenti a occupare la sede di via Scarpettini, sia il neonominato commissario Massimiliano Iacolare, sostenuto dal presidente regionale Alberto Corsinovi, hanno deciso di trascorrere un’altra nottata in bianco nei locali della struttura di Oste in attesa di ulteriori sviluppi dopo la decisione della sede centrale di Prato di commissariare la Misericordia di Oste. La decisione del commissariamento non è stata riconosciuta dalla sezione ostigiana tanto che è stata avviata una resistenza attiva da parte di molti volontari, con un’occupazione a oltranza iniziata nel tardo pomeriggio di martedì, quando alla sezione di Oste si sono presentati emissari della sede di Prato, il commissario Iacolare e un fabbro, mandato lì per cambiare le serrature della struttura.
L’atto di forza della sede di Prato, che ha stabilito di far decadere il Consiglio Direttivo e il presidente inviando al suo posto il commissario Iacolare, ha compreso anche la disattivazione delle linee telefoniche e dei computer, allo stesso modo è stata staccata la linea del 118 ed è stata disdetta ogni convenzione. Manovre inaccettabili per i volontari di Oste che, nonostante sia stato loro intimato di lasciare subito i locali e togliersi le divise, sono rimasti saldi al loro posto impedendo al neo nominato commissario Massimiliano Iacolare di prendere in mano la direzione dell’associazione. Anche lui, come del resto i volontari presenti in sezione, ha trascorso la notte tra martedì e mercoledì in bianco, inamovibile, senza bere né mangiare, né riposarsi. Proprio per portare a Iacolare viveri e sostentamento, ieri pomeriggio si è presentato presso la sede di via Scarpettini il presidente regionale dell’Arciconfraternita Alberto Corsinovi, che ha tentato una riconciliazione tra le due parti in causa, per il momento senza successo.
A incrinare la relazione, spiegano dalla sede ostigiana, ci sarebbero una serie di innumerevoli atti di forza compiuti dalla sede centrale a danno della Misericordia di Oste.
Francesca Vattiata
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