Sicurezza
Oste, un'altra notte barricati nella sede della Misericordia
Il gruppo di volontari si divide: una parte presidia l'esterno e chiede una nuova gestione in appoggio alla sede di Prato. Tentativo di conciliazione del vescovo di Pistoia
PRATO. Un'altra notte barricati nella sede della Misericordia di Oste. Volontari dell'associazione da una parte e commissario e presidente regionale dall'altra. Intanto la fronda della sezione montemurlese si divide con un gruppo di volontari ed ex volontari che con un presidio è andata a esprimere la propria solidarietà al commissario. E che di fatto appoggia la posizione della sede centrale di Prato con cui Oste è in collisione.
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Continua insomma la secessione alla Misericordia di Oste. Il gruppo di volontari ed ex si è ritrovato mercoledì 17 agosto dopo le 21,30, davanti la sede di via Scarpettini, pronto a portare sostegno e viveri al commissario Massimiliano Iacolare, neo nominato dalla sede centrale per prendere in mano la direzione della sede ostigiana al posto del presidente Daniele Bartoletti. Hanno voluto a tutti i costi incontrare il presidente regionale Alberto Corsinovi per esprimere tutto il loro sostegno nei confronti del commissario Iacolare e per manifestare la loro posizione che è quella di avere una nuova gestione per Oste.
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«I volontari che in questo momento stanno occupando la sede – ha precisato una delle ex volontarie – non ci rappresentano e non siamo d’accordo con la loro protesta. Abbiamo provato a portare da mangiare e da bere al commissario ma ce lo hanno impedito, strappandoci di mano il vassoio con le pizzette, che non è mai stato dato a Iacolare. Lo riteniamo un atteggiamento indecente, per niente in linea con lo spirito di fratellanza che da sempre muove la Misericordia». A Corsinovi e Iacolare è stata messa a disposizione una stanza con un paio di letti dove hanno potuto passare la notte.
Nemmeno a un volontario attualmente in servizio, Simone Bartolini, è stato possibile entrare nei locali della struttura, dove attualmente sono ancora barricati i volontari, il presidente Bartoletti, il presidente regionale Corsinovi e il commissario Iacolare. Il volontario si è presentato intorno alle 21.45 per prendere la divisa, chiusa nel suo armadietto, così da poterla lavare e sistemare prima di ricominciare i suoi turni, in programma dalle prossime settimane. Nonostante le sue insistenze gli è stato chiesto bruscamente di andare via, esasperando così il malumore del resto del gruppo, in piedi nella galleria della struttura, intitolata a don Mauro Baldi.
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Corsinovi, durante l’incontro, ha raccontato che in merito alla vicenda è intervenuto anche il vescovo di Pistoia, Monsignor Fausto Tardelli il quale, nel tentativo di conciliare le due fazioni, ha proposto la sospensione del provvedimento del commissariamento, la liberazione dei locali e la consegna delle chiavi della struttura al presidente regionale. La proposta è stata accolta dalla Misericordia di Prato, ma di fatto respinta, secondo l'avvocato Filippo Toccafondi, dalla sezione di Oste che ha scelto di proseguire a oltranza l’occupazione dei locali e quindi di trascorrere un’altra notte in bianco in attesa di sviluppi. In realtà, si fa sapere dal fronte dei "ribelli", la proposta non sarebbe stata del tutto respinta, ma è stato chiesto qualche giorno di tempo per valutarla insieme ai volontari che in questo momento non sono a Montemurlo.
"La proposta, concordata tra l’avvocato Corsinovi e il vescovo di Pistoia - hanno scritto sul sito della Misericordia di Oste - è da noi valutata positivamente ed il tavolo della trattativa resta ancora aperto. Abbiamo soltanto chiesto di poter avere tempo per rifletterci e parlarne, viste le ore di fuoco appena trascorse. Siamo a cavallo del Ferragosto ed anche il periodo di vacanze non è certo il più indicato per una decisione immediata. A tempo opportuno sarà certamente data una risposta".
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