Il Tirreno

Prato

Misericordia di Oste commissariata: i volontari non lasciano la sede

di Francesca Vattiata
I volontari della Misericordia di Oste
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I volontari della Misericordia di Oste

Il commissario Massimiliano Iacolare ha trascorso la notte all'interno della sezione, staccata la linea del 118, sospesi i servizi. Intervento dei carabinieri

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MONTEMURLO. Il commissario Massimiliano Iacolare ha trascorso la notte in piedi, appoggiato al bancone dell’atrio, così come hanno trascorso la notte in bianco tutti i volontari della sede della Misericordia di Oste, che hanno continuato a occupare i locali dopo che gli emissari della Misericordia di Prato, alle 18 di martedì 16 agosto, sono entrati di forza nella struttura attuando le procedure di commissariamento, facendo così decadere il consiglio direttivo e il presidente, sostituito nella direzione dal commissario nominato dal Magistrato di Prato.

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Colti all’improvviso, tra stupore e sgomento, i volontari in servizio nel pomeriggio di martedì, insieme al commissario si sono trovati davanti anche il fabbro, pronto a cambiare le serrature, hanno assistito alla disattivazione delle linee telefoniche e dei computer. Staccata la linea del 118, disdetta ogni convenzione. Ai volontari è stato intimato di lasciare subito i locali e di togliersi le divise.

Un'azione di forza a cui i volontari hanno risposto con una resistenza attiva, hanno avvertito i carabinieri e hanno continuato a occupare i locali e a indossare la divisa con cui da anni prestano servizio di volontariato sul territorio. Una notte in bianco e per tutti una nuova giornata concitata, in attesa di scoprire quale sarà il destino della sede ribelle dopo l’atto coercitivo con il quale la sede di Prato ha scalzato la sezione di Oste creando una rottura insanabile nei rapporti, già incrinati da tempo.

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A incrinare definitivamente la relazione, spiegano dalla sede ostigiana, ci sarebbero una serie di innumerevoli atti di forza compiuti dalla sede centrale a danno della Misericordia di Oste, l’ultimo dei quali, il più grave, risalirebbe al gennaio di quest’anno, quando la Misericordia di Prato ha deciso autonomamente, senza informare la sezione ostigiana, di vendere una cospicua parte (circa il 40 percento), della struttura posta in via Scarpettini. Da allora ogni tentativo di dialogo è fallito: il magistrato di Prato (l’organo direttivo della confraternita pratese), già mesi fa, insistendo per la vendita, aveva inviato un geometra per una stima della struttura e nel mese di marzo la Misericordia di Prato aveva votato il commissariamento della sede che poi non è stato comunicato perché la sezione aveva chiesto un atto di accertamento affinché un giudice potesse decidere circa la proprietà dell’immobile.

«Nonostante la Misericordia di Prato – si legge nel comunicato diffuso dalla sede di Oste – risulti sulla carta proprietà dell’immobile, la Misericordia di Oste ha costruito la sede attraverso le donazioni dei compaesani e i servizi sanitari che svolge da oltre 35 anni». Anche per questo i volontari non desistono e restano saldi ai propri posti, con indosso le divise, e si dichiarano pronti a entrare in azione se qualcuno del territorio dovesse aver necessità sanitarie.

«Stamattina – spiega una delle volontarie – molti dei cittadini che usufruiscono delle nostre attività si sono visti arrivare volontari di altre sedi, già allertati dalla Misericordia di Prato per prendere il nostro posto. Molti di noi – continua – non hanno fatto le ferie per assicurare i servizi sanitari alla cittadinanza. Non ci sono interessi personali dietro la nostra attività, ma una seria disposizione per quello in cui crediamo. Siamo una squadra e resteremo qui a presidiare i locali, anche per rispetto dei nostri confratelli e dei cittadini di Oste».

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