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Prato

Più attenzione a donne, anziani e minori

Più attenzione a donne, anziani e minori

Prato, nel rapporto di Ferragosto il Centro per i diritti del malato-CittadinanzAttiva elenca i punti dolenti di sanità e sociale

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PRATO. Non è poi così male la sanità pratese se lo stesso Centro per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, attraverso la tradizionale penna di Fabio Baldi, nell’elenco delle “dieci cose che non vanno” inserisce al primo posto la carenza della segnaletica stradale. Insomma, raggiungere l’ospedale Santo Stefano, soprattutto per chi viene da fuori provincia o Regione, non è così facile.

Ed in questo caso si tratta di responsabilità che non ricadono direttamente sull’Asl Toscana Centro. Lo stesso si può dire del secondo punto, ovvero l’auspicio che il capolinea della Lam Rossa possa essere trasferito nei pressi dell’ingresso visitatori dell’ospedale. Giudicato positivo, comunque, lo spostamento della fermata del capolinea della Lam Blu sempre davanti allo stesso ingresso.

E anche il terzo punto non riguarda la sanità ma i servizi. Baldi sottolinea l’assenza dei distributori automatici di bevande e snack ai piani, un disagio per gli operatori sanitari e per gli utenti, in modo particolare quando il bar resta chiuso.

Al quarto punto viene inserita la legge contro il fumo entratata in vigore nel febbraio di quest’anno. Divieti che riguardano gli ospedali, con relative pertinenze esterne, ma anche i giardini aperti al pubblico dove è vietato gettare a terra i mozziconi delle sigarette. «Una buona legge - commenta Baldi - che però andrebbe fatta rispettare, garantendo così più salute e decoro».

Baldi rimarca poi, al quinto punto, l’importanza del numero unico europeo per le emergenze parzialmente sperimentato nella provincia di Prato.

Di barriere architettoniche il Centro per i diritti del malato se ne occupa al sesto punto ricordando come in questo campo occorra ancora lavorare molto. Violenza sulle donne e sui minori. E’ questo il tema affrontato al settimo punto partendo dagli oltre 380 casi registrati nel 2015 al pronto soccorso dell’ospedale di Prato. Baldi si domanda: «Quante sono le donne che subiscono umiliazioni, vessazioni, offese e minacce senza dover andare al pronto soccorso?». Baldi si augura che il rispetto per le donne possa essere insegnato nelle scuole. Avendo probabilmente in mente il caso della Rsa di Narnali (anziani maltrattati, ndr)Baldi raccomanda che «l’attenzione di tutti debba essere tenuta sempre al massimo, non chiudere un occhio».

All’ottavo punto Baldi mette uno dei suoi “pallini”: la necessità di maggiore protezione dal freddo e dalla pioggia, le difficoltà di accoglienza derivate da porte “antidisabili”. C’è poi il caso di Villa Fiorita (nono punto) che ospita un bunker per l’installazione di due acceleratori lineari ma di cui solo uno è in funzione. La richiesta è quella di «programmare il potenziamento del servizio di radioterapia con un acceleratore lineare di ultima generazione». L’ultima nota dolente, che forse andava inserita al primo, riguarda le liste d’attesa per visite mediche e accertamenti diagnostici. Che ci siano margini di miglioramento, appare scontato.

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