Il dolore
Referendum costituzionale, i sindaci: «Votiamo sì a prescindere da Renzi»
Prato, ma è il primo cittadino di Cantagallo Guglielmo Bongiorno a rappresentare la fronda del "no" e le ragioni le spiega in un post su Facebook
PRATO. Anche le formiche, nel loro piccolo... Parte dal sindaco del comune meno popolato della provincia di Prato, Cantagallo, la fronda verso il referendum sul quale si gioca il futuro del governo e un pezzo della carriera politica del presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Guglielmo Bongiorno, primo cittadino di Cantagallo, ha dato voce in un post sul suo profilo Facebook alle ragioni di coloro che voteranno no al referendum di autunno che vuole cambiare un pezzo della Costituzione. Un sasso nello stagno, perché Bongiorno sa bene di essere in minoranza nel suo partito, il Pd, ma spera di essere maggioranza nel paese. È uno dei 15 sindaci Pd che in Toscana non hanno firmato il documento per il Sì al referendum costituzionale e in provincia di Prato gli fa compagnia Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano, che in realtà non ha ancora scelto come votare ma è tentato dal No. Una provincia, quella di Prato, dove i sindaci dichiaratamente renziani sono solo tre su sette (Prato, Carmignano e Vaiano), e il risultato del voto non è scontato, anche se cinque sindaci su sette si sono già schierati per il Sì.
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Il più convinto, ovviamente, è Matteo Biffoni (Prato), secondo cui «si poteva fare meglio, ma è una riforma vera, democratica, comunque ti fa fare un passo avanti. La Costituzione è stata scritta quando c’era più bisogno di contrappesi, ora serve snelllezza. Basta con la “navetta” da un ramo all’altro del Parlamento». Tra gli arruolati per il Sì è in prima fila Primo Bosi (Vaiano), che spiega: «Quella in discussione è una riforma certamente perfettibile, ma che va nella direzione della semplificazione a cui noi del Pd lavoriamo da 20 anni. Non arrivarci sarebbe un’occasione persa e sinceramente non vedo il rischio di creare un sistema semi-presidenzialista».
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La posizione di Giovanni Morganti, sindaco di Vernio per il Sì, è resa più forte proprio dal suo non essere renziano. «Sì, ho firmato il documento per il Sì - dice - La riforma mi convince e spero che sia un Sì sulle cose e non sulla simpatia o antipatia di Renzi, le tifoserie vanno bene solo allo stadio. È dai tempi di D’Alema che si è provato a togliere il bicameralismo perfetto, ora possiamo farlo. La nostra Costituzione è bella, ma io penso che si possa riformare».
Un convinto sostenitore del Sì è anche Mauro Lorenzini, sindaco di Montemurlo, nonostante anche lui non straveda per Matteo Renzi. Ne fa una questione di coerenza, di appartenenza alla “ditta”: «Anche se ho qualche perplessità, ora che il Pd è sotto attacco stringo i denti e mi adeguo alle decisioni prese dalla maggioranza del partito. Renzi è il mio segretario e lo sarà fino al congresso, quando ognuno potrà schierarsi come vuole. Certo, mantengo la mia autonomia, ci sono cose che non mi convincono fino in fondo, ma voterò Sì».
Schierato per il Sì anche l’ultimo tra i sindaci eletti, Edoardo Prestanti di Carmignano, renziano doc.Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano, ci sta pensando: «Neanch’io ho firmato il documento per il Sì e sono incerto. Condivido molte delle cose scritte da Bongiorno e non mi piace che sia stato collegato l’esito del referendum alla sopravvivenza del governo (e mi dispiacerebbe che il governo andasse a casa in caso di vittoria del No). Non mi piace nemmeno che ci abbiano chiesto di firmare quel documento».
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