Sicurezza
Spaccia droga sotto gli occhi dei carabinieri: arrestato
I militari stavano controllando un quarantenne marocchino, che si è allontanato un attimo per vendere due dosi di coca. Messo all'obbligo di firma, si lamenta perché alle 9 gli sembra troppo presto. Milone: "Una legge permissiva, l'ha votata anche il sindaco Biffoni"
MONTEMURLO. Intorno alle 17 venerdì 12 agosto, in via Verzoni, militari della Tenenza di Montemurlo impegnati in un servizio perlustrativo di controllo del territorio con militari in abiti civili hanno controllato un quarantenne di nazionalità marocchina.
L’uomo, Abdelilah El Kassabi, proprio mentre i carabinieri verificavano la sua identità, ha ricevuto una telefonata e ha avuto una breve conversazione in lingua araba, dopo pochi istanti è arrivato un furgone con a bordo due uomini che con il clacson attiravano la sua attenzione. Stupiti per la sfrontatezza del gesto ma avendo intuito le intenzioni dell’uomo, i carabinieri lo hanno lasciato andare, l’uomo è salito sul furgone e ha ceduto due dosi di cocaina al passeggero per poi scendere dal mezzo e venire nuovamente fermato, e a questo punto sottoposto a perquisizione, dai militari.
Il quarantenne marocchino è stato così trovato in possesso di una dose di cocaina e di ottanta euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio in quanto proprio equivalenti al costo di due dosi da 40 euro l’una di cocaina. Il furgone è stato fermato pochi metri dopo lo scambio e, all’atto del controllo, il passeggero ha cercato di disfarsi delle due dosi di cocaina acquistate poco prima.
Il marocchino, risultato essere irregolare e già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma, è stato arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre l’acquirente, un sessantenne italiano e residente a Prato, sarà segnalato alla Prefettura quale assuntore. Nella mattinata di oggi, 13 agosto, il marocchino è comparso davanti al giudice per il processo per direttissima. Difeso dall'avvocato Fabio Fattorini, l'arrestato ha scelto di essere giudicato col rito abbreviato, fissato per il 23 settembre. Nell'attesa, gli è stato imposto l'obbligo di firma, alle 9 alla Tenenza dei carabinieri di Montemurlo e nel pomeriggio alla polizia. Quando lo hanno informato che avrebbe dovuto firmare tutte le mattine alle 9 il marocchino, anziché mostrarsi soddisfatto per aver evitato il carcere, si è lamentato perché dover firmare alle 9 gli è sembrato un po' troppo presto.
Sulla vicenda interviene con un commento il consigliere comunale Aldo Milone, capogruppo di Prato Libera e Sicura. "Ormai sono tanti i casi di spacciatori arrestati e subito rimessi in libertà o con l'obbligo della firma - scrive Milone - Già diversi mesi fa ebbi modo di dire che la magistratura applica leggi approvate dal Parlamento, concetto ribadito anche dal Procuratore Capo della Repubblica, Giuseppe Nicolosi. Leggo sui social anche tanta indignazione verso i giudici che applicano le leggi attuali. Una di queste leggi, la cui approvazione risale al febbraio del 2014, porta anche la firma del nostro sindaco Biffoni, allora parlamentare. È anche vero che, a volte, qualche giudice può dare una interpretazione più morbida però, come dicevo poc'anzi, applica una legge dello Stato. Questo Governo invece di pensare a queste problematiche, è tutto preso dal referendum costituzionale e poco interessato ai seri e reali problemi di sicurezza che si ripercuotono sui cittadini ma soprattutto sulle fasce deboli. Basta leggere anche una recente statistica, pubblicata su un quotidiano nazionale, dalla quale emerge che solo 3 ladri su 10 restano in carcere. Questo dato conferma la sfiducia delle vittime di questi reati verso il sistema giudiziario che non garantisce la certezza della pena proprio perché il vero vulnus sono le leggi da applicare. Mentre il governo Renzi continua a sfornare leggi che depenalizzano diversi reati il ministro Boschi, per invitare i cittadini a votare Sì al refereferendum, afferma che votare Sì è un modo per sconfiggere la criminalità. Forse sarebbe più facile se il governo, di cui fa parte, la smettesse di depenalizzare tantissimi reati che spesso colpiscono in particolar modo le fasce deboli. Per concludere voglio evidenziare l'ennesimo caso di spacciatore che ha richiesto asilo per motivi umanitari".
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