Sicurezza
Aggredito a colpi di bottiglie e sedie
Sulla Passeggiata a Viareggio si sono scatenati alcuni ragazzi di Prato, ferito il titolare del bagno
VIAREGGIO. Ha reagito - racconta mentre la spiaggia si va animando - e s'è preso una seggiolata ad un braccio ed una bottigliata che lo ha ferito ad un millimetro da una vena. David Dinelli, titolare del bagno "Amedea" sulla Passeggiata, altezza piazza Mazzini, ha trascorso la notte tra giovedì e venerdì nella caserma dei carabinieri di Viareggio, intervenuti sulla segnalazione di una rissa in spiaggia, intorno a mezzanotte e mezza. «Ho trovato una quindicina di ragazzi, tutti molto giovani, tra gli ombrelloni», racconta Dinelli: «C'erano un ombrellone divelto, una tenda con il telaio piegato, arredi da spiaggia ammassati l'uno su l'altro, forse per fare un falò come già accaduto. Ho protestato e chiesto che rimettessero a posto. La risposta è stata violenta».
Dinelli ha rincorso uno dei ragazzi fino in piazza Mazzini ed è tornato indietro con lui. Una volta sulla spiaggia, però, ha dovuto affrontare gli altri. Decisi ad avere la meglio. «È così tutte le notti», commenta amareggiato: «E la cosa peggiore è che alla fine tutti pensiamo che sia normale. Ma normale che cosa!».
Tre i fermati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Viareggio che hanno fatto l'alba per ricostruire l'accaduto. È finita con tre denunciati: hanno 20, 18 e 17 anni, sono tutti di nazionalità marocchina, tutti residenti a Prato ed incensurati. I reati contestati (per il minorenne è stata coinvolta la Procura dei minori a Firenze) sono minaccia aggravata, lesioni personali e danneggiamento aggravato in concorso. Hanno ammesso - si legge nella nota diffusa dai carabinieri - «di aver preso parte alla lite alla quale però avevano partecipato anche altri soggetti».
Dinelli confema: «Erano una quindicina. Al bagno c'era stata una festa e quando mi sono avvicinato alla spiaggia per accertarmi che tutto andasse bene prima di andare a dormire mi sono accorto di cosa stava accadendo». Il balneare non si è meravigliato più di tanto: «Abbiamo tutti passato le notti d'estate sulla spiaggia. Non c'è niente di male. Se poi si rimette a posto». Invece, quando Dinelli ha detto, rivolto ai giovani in spiaggia, «e adesso qui chi sistema?» la reazione è stata «che non era un problema loro».
Da lì in poi è stato il caos, con i ragazzini decisi a farsi valere, lanciando oggetti ed utilizzano le bottiglie rotte per ferire, facendo volare pugni e calci come testimoniato da Dinelli e come ricostruito dai militari. «Le indagini proseguono - è la nota della Compagnia comandata dal maggiore Massimo Amato - al fine di identificare le eventuali altre persone coinvolte e chiarire completamente la dinamica dei fatti».
Mentre il cronista si fa raccontare la notte di passione, allo sportello della direzione dello stabilimento balneare si presenta una famiglia nordafricana: padre, madre e due bambine bellissime, che pagano l'ombrellone e si avviano sulla spiaggia. «Non è questione di nazionalità», ci tiene a precisare Dinelli, «ma di come uno si comporta. Qui non passa notte senza fare la conta dei danni», racconta.
Donatella Francesconi
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