Il Tirreno

Prato

"Cacciato da casa perché vado male a scuola"

di Paolo Nencioni
Una pattuglia dei carabinieri davanti alla sede dei Servizi sociali (archivio)
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Una pattuglia dei carabinieri davanti alla sede dei Servizi sociali (archivio)

La denuncia di un diciassettenne contro i genitori affidatari. Sia il giovane che la sua nuova famiglia hanno chiesto l'intervento degli assistenti sociali

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PRATO. Un diciassettenne ha sporto denuncia ieri pomeriggio, 11 agosto, ai carabinieri di Prato nei confronti dei genitori affidatari che, secondo la sua versione, lo avrebbero cacciato di casa dopo alcune liti causate anche dal suo cattivo rendimento scolastico. Una versione che in parte contrasta con quella fornita dai carabinieri, secondo i quali i genitori affidatari avrebbero interessato i servizi sociali per revocare l’affidamento.

Nella sua denuncia il giovane, figlio di genitori rom, racconta che l’affidamento è iniziato quando lui aveva appena sei mesi, per gravi problemi dei genitori naturali: dal lunedì al venerdì stava a casa dei genitori affidatari e nel fine settimana tornava da quelli naturali. A sei anni è stato completamente affidato ai nuovi genitori. Tutto è andato bene, aggiunge il diciassettenne, fino a tre anni fa, quando è stato bocciato in terza media e poi per due volte alle superiori. Non avendo più molta voglia di andare a scuola, all’inizio dell’estate si è messo a fare il pierre in un locale, e questo ha aggravato i contrasti coi genitori affidatari.

«Quando tornavo la sera, anche tardi - ha scritto nella denuncia - a volte trovavo l’allarme inserito o in altre occasioni non mi veniva aperto». Insomma, il giovane sostiene che gli è stato imposto una sorta di coprifuoco. L’epilogo risale a sabato scorso, quando il giovane dice di essere tornato a casa e di aver trovato lo zaino coi suoi effetti personali fuori dalla porta, e l’allarme inserito. Così per un paio di notti ha dormito in alloggi di fortuna e poi si è rivolto ai Servizi sociali che lo hanno sistemato in una casa protetta, informando il Tribunale dei minorenni.

Anche i carabinieri informeranno il Tribunale della denuncia che è stata presentata, e verrà sentita la versione dei genitori affidatari. Ai carabinieri (e lo ricorda anche il giovane nella denuncia) risulta che i genitori affidatari si siano già rivolti al Tribunale per interrompere l’affidamento. Fino a quando non sarà presa una decisione (o trovata una nuova famiglia disposta ad accogliere il diciassettenne) il giovane rimarrà nella casa protetta.

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