Volontaria molestata Per il magistrato non ci fu violenza
Il sostituto procuratore Celano ha chiesto l’archiviazione Scagionato un profugo nigeriano ospite di S. Caterina
PRATO. Della presunta violenza sessuale del profugo sulla volontaria non è rimasto quasi niente. Il sostituto procuratore Egidio Celano ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto nei confronti di un profugo nigeriano ospite del centro di accoglienza di Santa Caterina, gestito dalla Fondazione Santa Rita. Il profugo era accusato di aver cercato di palpeggiare un’operatrice volontaria del centro, venticinquenne, ed era indagato per violenza sessuale.
Un caso che ai primi di marzo aveva destato molto scalpore, anche perché era stato descritto come un vero e proprio stupro nei confronti della volontaria, alimentando un clima di odio verso i profughi.
Le cose, si era capito subito e se ne trova conferma ora, sono andate diversamente. Non ci fu nessuno stupro, ma al limite un tentativo di palpeggiamento. O meglio, la stessa volontaria disse al Tirreno che il giovane nigeriano, ubriaco, aveva tentato di baciarla, venendo respinto.
I fatti contestati risalgono al mese di agosto del 2015, quando la volontaria presentò denuncia in Questura raccontando il tentato bacio. Disse di essere stata avvicinata dal nigeriano mentre era intenta a sporzionare i pasti che poi sarebbero stati serviti agli ospiti del centro di via San Vincenzo. Il giovane le avrebbe messo le mani sulle spalle. «È riuscito a girarmi e ha tentato di baciarmi - questo il suo racconto - Io mi sono divincolata e con un braccio ho tentato di bloccarlo e di coprirmi. Urlavo e tenevo il gomito piegato contro il suo viso. Lui mi ha bloccato contro una finestra. È durato un attimo. Non mi ha palpeggiata, né al seno né in altre parti intime».
Di fronte a queste parole è evidentemente difficile sostenere che la volontaria sia stata violentata, a meno che non abbia ritrattato in seguito una prima versione più pesante.
Del resto lo stesso presidente della Fondazione Santa Rita aveva inquadrato l’episodio in termini molto simili a quelli della volontaria. «Non c’è stato alcun stupro - scrisse - Si tratta certamente di un brutto e grave episodio ma le cose sono andate diversamente. Travisando quanto è accaduto si dà una lettura dei fatti diversa da quella che è la realtà, con il rischio di creare intorno a noi un clima ostile che certamente non favorisce il nostro servizio».
Chi ha indagato sulla vicenda ufficiosamente si dice ancora convinto che qualcosa sia accaduto, ma evidentemente il sostituto procuratore Celano ha ritenuto che non ci fossero elementi per portare il caso davanti a un giudice e ha chiesto l’archiviazione.
Paolo Nencioni
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