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La Procura è in attesa dei risultati della consulenza

La Procura è in attesa dei risultati della consulenza

PRATO. La richiesta di concordato preventivo non inciderà sull’inchiesta aperta dalla magistratura sul Creaf. Lo ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, all’indomani della svolta sul...

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PRATO. La richiesta di concordato preventivo non inciderà sull’inchiesta aperta dalla magistratura sul Creaf. Lo ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, all’indomani della svolta sul centro di ricerca di via Galcianese, rispondendo alle domande dei cronisti.

La Procura ha aperto un’inchiesta sul Creaf ipotizzando il reato di malversazione e ora sta aspettando l’esito di una consulenza tecnica contabile i cui risultati verranno valutati prima di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. Ufficialmente infatti non ci sono ancora indagati nell’inchiesta.

Riguardo alla richiesta di concordato, Nicolosi ha semplicemente preso atto che i fondi pubblici inghiottiti dal Creaf non hanno raggiunto lo scopo per il quale sono stati stanziati. «Ma attenzione - ha aggiunto - Questo non significa automaticamente che sia stato commesso un reato. Non sempre la cattiva gestione dei soldi pubblici è anche un reato penale». Il procuratore capo è portato a credere che il caso Creaf, oltre al suo aspetto penale, sia soprattutto materia per la Corte dei Conti, alla quale la vicenda è già stata sottoposta dall’ex consigliere comunale di Futuro e libertà Riccardo Bini.

Ora la Procura, come è prassi in questi casi, dovrà esprimere un parere obbligatorio sulla richiesta di concordato preventivo.

Sul piano penale c’è anche da tenere d’occhio la prescrizione, visto che molti degli atti di finanziamento pubblico del Creaf risalgono a diversi anni fa. L’ipotesi iniziale, come detto, è la malversazione, ma solo all’esito della consulenza tecnica disposta dalla Procura si deciderà se cambiare questa ipotesi (che si applica solo al privato) o aggiungere altre ipotesi di reato. La Procura approfondirà anche la questione della valutazione dell’immobile di via Galcianese, pagato oltre 8 milioni di euro.

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