Il Tirreno

Prato

Bagarre-aeroporto: «Biffoni dimettiti»

Il sindaco: «Abbiamo fatto bene a percorrere la strada politica che ci consente di vigilare anche sulla Via al ministero»

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PRATO. Comitati e ambientalisti di Prato in festa per la sentenza del Tar (un’ottantina di pagine)che dà ragione a chi ha sempre combattuto contro la nuova pista di Peretola. E la politica punta il dito contro il sindaco Matteo Biffoni che il ricorso al tribunale amministrativo, con il sostegno di un ordine del giorno Pd, decise non sottoscriverlo. Era novembre 2014. Ora i consiglieri del gruppo 5 Stelle e Aldo Milone capogruppo di Prato libera e sicura nel chiedono le dimissioni. Sulle quali Biffoni glissa: «I comitati sono una cosa, le istituzioni un’altra - afferma - Credo si sia fatto benissimo a percorre la strada politica che ci ha consentito di presidiare l’iter del procedimento della nuova pista anche al ministero dove, in commissione, è in corsa la valutazione di impatto ambientale, procedimento che proseguirà. Bisogna restare vigili e continuare a monitorare con grande attenzione, perché in questa storia, non c’è nulla di terminato. E Prato potrà farlo con pieno diritto». «Bisogna guarda alla sostanza delle cose - prosegue Biffoni - ed evitare le strumentalizzazioni politiche. Chi le fa, sono convinto, non vuole bene a questa città».

Una posizione che difficilmente attenuerà gli attacchi. Secondo i pentastellati (Capasso, Verdolini e La Vita firmatari del ricorso) infatti: «La decisione del Tar segna un dato di fatto incontrovertibile: ovvero che l'azione politica e amministrativa del sindaco è fallimentare. Politica - scrivono in una nota perché con il tavolo tecnico-politico da lui indetto, contro il volere dell'intero consiglio comunale di Prato, non ha ottenuto ancora nulla. Amministrativa perché non ha proceduto con il ricorso al Tar richiesto da tutto il fronte del No, dando prova che quanto promesso in campagna elettorale erano solo slogan». Dimissione, appunto.

Richiesta ribadita da Aldo Milone: «Biffoni, se avesse un po' di dignità politica, dovrebbe dimettersi da sindaco di Prato». Due i motivi: «Non volle firmare il ricorso presentato dai comitati anti- ampliamento; si rifiutò di presentare, dopo aver detto di sì in un consiglio comunale infuocato, il ricorso per conto del Comune di Prato da affiancare a quello dei comitati. Si rimangiò la promessa - prosegue Milone - adducendo di scegliere la via politica che ad oggi nulla ha risolto. La decisione del giudice amministrativo rappresenta una dura sconfitta politica per il trio Renzi-Rossi Biffoni». Sempre sul fronte del “no”è Marzia De Marzi, presidente dell’Ordine degli architetti, firmatario del ricorso con i comitati, a esprime soddisfazione per le decisioni del Tar: «Abbiamo sempre creduto che l'ideadell'ampliamento di un aeroporto stretto tra due autostrade a ridosso di un monte ed alle porte di Firenze - scrive - fosse da combattere con ogni mezzo a disposizione. A questo punto ci auguriamo che il tema principale del dibattito si sposti sulla necessità di connessioni veloci ed efficienti tra le città della Toscana oltre che con le sue infrastrutture, porti ed aeroporti privilegiando i collegamenti su rotaia e per questo invitiamo la Regione ad affrontare con maggiore serietà un sistema della mobilità che miri non solo allo sviluppo economico ma anche al miglioramento della vita quotidiana dei cittadini».

Ed è il segretario pd Gabriele Bosi a ricordare che anche il Pd sulla questione aeroporto, ha mantenuto un giudizio critico. «Il giudizio del Tar sul ricorso presentato dai comitati, e sostenuto anche dai consiglieri comunali di tutti gli schieramenti compreso il gruppo Pd - scrive - conferma i dubbi che il nostro territorio ha da sempre espresso sul progetto di ampliamento dell'aeroporto di Peretola. Il presidente Rossi ha annunciato che intende ricorrere al Consiglio di Stato, e quindi si dovrà attendere anche l'esito di questo passaggio, ma intanto quella espressa del Tar è una posizione importante». «Il Pd di Prato - prosegue - ha tenuto una posizione critica su questo progetto fin dal 2011, appoggiando il percorso intrapreso dal sindaco per coordinare tutti i Comuni della Piana nella redazione di osservazioni tecniche da presentare in sede di Valutazione di impatto ambientale. Un percorso che certo non finisce qui, ma che resta attuale e che deve continuare, in attesa dei prossimi sviluppi, per garantire la massima attenzione sull'impatto che quella infrastruttura può avere sul territorio».

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