Il Tirreno

Prato

Il sì di Giovanni e Stefano

Il sì di Giovanni e Stefano

Il 2 ottobre a Montemurlo sarà celebrata la prima unione civile fra due uomini

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. Giovanni Parrillo e Stefano D' Alatri sono la prima coppia che sarà unita civilmente a Montemurlo. La cerimonia si svolgerà il prossimo 2 ottobre, alla presenza di parenti e amici, nell'ex-chiesino di Villa Giamari. Ad officiare il rito sarà il sindaco Mauro Lorenzini, che nei giorni scorsi aveva dichiarato pubblicamente di voler celebrare la prima unione civile del suo Comune: «Prima di recarsi all'ufficio di stato civile, Giovanni e Stefano hanno voluto incontrarmi e mi hanno rappresentato il desiderio di formalizzare la loro unione. Per me è stata una grande gioia incontrarli e conoscere la loro storia. La legge sulle unioni civili è un passo avanti nel segno del riconoscimento dei diritti di tutti, un momento che il nostro Paese aspettava da troppo tempo. Non si tratta di un semplice atto formale, ma di una garanzia a tutela della vita di coppia di due persone che si amano», ha detto il sindaco Lorenzini.

Giovanni e Stefano, infatti, nel loro cammino insieme hanno dovuto affrontare tante difficoltà. Giovanni Parrillo, 52 anni, fa il parrucchiere a Montemurlo ed è un affermato pittore (la sua ultima mostra al centro espositivo "Il Borghetto" è del maggio scorso "Senza identikit"). Nel 1988 Giovanni incontra Stefano, 50 anni, romano, e nasce il loro amore. Dall'1988 al 1994 Giovanni e Stefano fanno su e giù tra Roma e la Toscana, poi la decisione di quest'ultimo di trasferirsi a Prato, dove attualmente è impiegato in una ditta meccano-tessile. Da due anni la coppia vive a Montemurlo a pochi passi dal municipio, una storia lunga e consolidata che, purtroppo, ha dovuto affrontare prove difficili. Stefano, infatti, per ben due volte ha dovuto lottare contro una brutta malattia e subire alcuni interventi chirurgici e per Giovanni l'amarezza di non di poterlo assistere:«Vogliamo regolarizzare la nostra unione, perché durante la malattia di Stefano abbiamo vissuto momenti difficili, durante i quali io per la legge non ero nessuno- spiega Giovanni Parrillo- Non potevo decidere per il mio compagno, non lo potevo assistere né stargli vicino, né prendere permessi. In questo modo, invece, saremo una coppia a tutti gli effetti e saremo tutelati in caso di bisogno». Con Giovanni e Stefano nella casa di Montemurlo vivono due gatti, il Signor Tommus e Madame Thoussaud e dopo la cerimonia voleranno in California per il meritato viaggio di nozze.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa