Il Tirreno

Prato

Gli spacciatori si coalizzano e fondano le "coop della droga" - La mappa

Paolo Nencioni
Siringhe abbandonate in un campo
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Siringhe abbandonate in un campo

Prato, dopo la raffica di arresti alcuni vanno a Pistoia e Rifredi, chi resta si mette in società per minimizzare il rischio. Ecco le nuove “piazze” della vendita di droga. I lettori possono segnalare altri luoghi dello spaccio

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PRATO. Da quando polizia e carabinieri si sono messi ad arrestare i piccoli spacciatori, subito dopo quel famoso servizio delle “Iene” sul centro storico in balìa dei pusher, si è assistito a un doppio fenomeno: una parte degli spacciatori si sono sparpagliati lungo la linea ferroviaria, “colonizzando” le stazioni di Pistoia e Firenze Rifredi; quelli che sono rimasti si sono coalizzati in piccole “cooperative” per dividersi i compiti e minimizzare il rischio. Uno sposta la droga dal nascondiglio, il secondo incassa, il terzo consegna. Ecco la fotografia dello spaccio di droga a Prato, agosto 2016.

Tra febbraio e marzo c’è stata la grande offensiva delle forze dell’ordine, ne arrestavano uno al giorno, soprattutto gli “sputapalline” nigeriani, quelli che tengono una dose in bocca e qualche ovulo nel sedere. Pochi di loro sono rimasti in carcere, grazie a una legge che sembra un groviera, ma il messaggio è arrivato e se ne sono accorti alle stazioni di Pistoia e Firenze Rifredi, dove sono spuntati spacciatori e clienti che prima non c’erano. I tossicodipendenti seguono l’offerta e prediligono il treno.

LA MAPPA

A Prato la zona di Porta al Serraglio ora è relativamente tranquilla, un po’ meno la stazione centrale e le periferie, ma complessivamente lo spaccio si vede meno. Resiste lungo le ciclabili all’altezza del ponte XX Settembre (dove in questi giorni stazionano due ragazzi di colore che fanno la spola in bicicletta), all’altezza della Passerella, in via Montalese, al parco di Galceti, occasionalmente nei giardini di via Roncioni, in via Ferraris, ai giardini di via San Fabiano, in piazza San Domenico e in altri posti che cambiano a seconda delle necessità e del momento. Un elenco al quale possono contribuire i lettori segnalando i luoghi dove vengono avvistati gli spacciatori e i loro clienti (commentando questo articolo o scrivendo a prato@iltirreno.it).

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Gli investigatori della Squadra mobile di polizia e del Nucleo investigativo dei carabinieri hanno verificato quanto sia importante per gli spacciatori il telefono cellulare, e soprattutto la rubrica. Perderla significa perdere la clientela, per questo la condividono con gli altri soci della cooperativa della droga e danno disposizioni anche dopo essere stati arrestati. Partono sms collettivi ai clienti per fissare nuovi luoghi e in certi casi vere e proprie “offerte promozionali” sulla droga, perché anche nello spaccio la concorrenza si fa sentire.

E ci sono paletti che non vanno superati. I nigeriani, per esempio, mantengono il monopolio sull’eroina, grazie ai prezzi imbattibili (anche 10 euro a dose, ma tagliata malissimo); i nordafricani sono più forti sulla cocaina e sull’hashish, dove però ogni tanto compaiono anche cinesi e italiani; la marijuana si trova dai marocchini e da qualche italiano. I cinesi fanno storia a sé, trattano chetamina e anfetamine che prendono nell’Est europa da altri cinesi e vendono quasi solo a cinesi.

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E gli albanesi, che un tempo dominavano incontrastati il mercato di eroina e cocaina, che fine hanno fatto? Ci sono ancora, solo che non si vedono, trattano le partite grosse e sono loro, verosimilmente, a rifornire nigeriani e marocchini. Si assiste anche a una sorta di scontro generazionale tra gli spacciatori “storici” e i nuovi arrivi (soprattutto nordafricani) che, se respinti, si riciclano in scippatori di cinesi.

Negli ultimi mesi le forze dell’ordine si sono concentrate sul piccolo spaccio, con risultati apprezzabili, ma necessariamente poco duraturi (sempre grazie a quella legge groviera). D’ora in poi si ricomincerà a lavorare sui grandi flussi di droga, anzi si è già ricominciato. Solo che i tempi della giustizia, come si sa, non sono velocissimi.

 

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