Sicurezza
L'arrestato insulta il giudice, l'interprete e il suo stesso avvocato
Un giovane tunisino in crisi di astinenza da stupefacenti ha dato in escandescenze durante l'udienza in Tribunale. Lo hanno messo all'obbligo di firma
PRATO. Un giovane tunisino ha dato in escandescenze mentre veniva processato in Tribunale per furto. E' successo nella mattinata di oggi, 8 agosto, nell'aula al primo piano del Palazzo di giustizia, dove ci sono stati momenti di agitazione, superati grazie alla flemma del giudice. Il giovane tunisino era evidentemente in crisi da astinenza da sostanze stupefacenti, voleva uscire il prima possibile dal Tribunale per andare al Sert e ha cominciato a urlare ancora prima che iniziasse l'udienza di convalida del fermo. Ha apostrofato il giudice chiamandola "puttana", lo stesso trattamento riservato all'interprete di lingua araba, poi se l'è presa col suo stesso avvocato difensore, Massimo Taiti, e coi carabinieri di Calenzano che non hanno potuto fare molto per calmarlo. Finalmente il giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto l'obbligo di firma. Il tunisino, che nel corso della notte si era anche ferito alle braccia, è stato riportato al comando dei carabinieri di Signa e poi a Prato, dove è tornato in libertà. Era stato arrestato nel pomeriggio di domenica 7 perché sorpreso mentre stava rubando un paio di scarpe al supermercato Carrefour di Calenzano. A suo carico vanta già numerosi precedenti penali.
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