Il dolore
Una storia lunga dieci anni
Il progetto sui tavoli romani dal 2011, c’era ancora Berlusconi
PRATO. Sotto, sopra, sotto. E’ l’andamento sinuoso dell’opera al Soccorso annunciata da dieci anni e ancora attesa. Era il febbraio del 2006 (giunta Romagnoli) quando, per la prima volta, venne dato l’annuncio della volontà di interrare, raddoppiandolo, il restrigimento da via Nenni e via Marx, inserito in un procedimento di pianificazione di variante di tutta la Declassata. Con uno spericolato salto temporale si arriva al novembre del 2011, giunta Cenni, quando proprio il sindaco di allora, Roberto Cenni, in un’assemblea in circoscrizione cassa il tunnel e scommette sul viadotto per il raddoppio. E nell’agosto successivo l’ex dirigente ora pensionato della Mobilità Lorenzo Frasconi ne presenta il progetto. Poi il salto nella burocrazia romana. Grazie all’assessore alle Grandi opere di allora Filippo Bernocchi, la Declassata entra nella legge quadro delle opere di interesse nazionali. E la strada per avere i fondi necessari alla realizzazione. Con un lavoro di lobbing serrato dell’allora deputato Fi (oggi senatore di Ala) Riccardo Mazzoni, si strappa la promessa di un finanziamento statale: 18 milioni. Presidente del governo era Berlusconi, poi c’è stato Monti, quindi Letta, infine Renzi. Tanti i forse, i via libera, le grane risolte. Ma il denaro pare sia stato stanziato concretamente quest’anno e con un’aggiunta: 21 milioni. E’ nel 2014 con la giunta Biffoni che la progettazione ricomincia da capo con l’interramento. Nel gennaio del 2015 il Cipe approva il finanziamento dell’opera, ed è una svolta. Ed è nel giugno dello stesso anno che ministero delle Infrastrutture e Anas firmano il contratto di programma per la statalizzazione della strada. Il 15 settembre c’è la stipula del protocollo d’intesa tra tutti gli attori (dai Comuni alla presidenza del Consiglio, al ministero) sempre per la statalizzazione. Poi sono cominciati (2016) e ancora proseguono incontri, sopralluoghi, indagini.(c.o.)
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