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Prato

Tifoso porta nella bara i colori della sua Inter

Tifoso porta nella bara i colori della sua Inter

Una veglia funebre mai vista alle cappelle della Pubblica Assistenza La vedova: «Io e Marino abbiamo da sempre condiviso la stessa passione»

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PRATO. Si è portato i colori della sua squadra del cuore fin dentro la tomba, una scelta che solo i veri tifosi di calcio, quelli che per una vita hanno gioito e sofferto per un gol, un fuorigioco dubbio o una papera del portiere, riusciranno davvero a capire.

Marino Brandani, 79 anni, se n’è andato circondato dal nero e dall’azzurro, i colori dell’Inter, la squadra per cui ha tifato fin da quando era bambino. E già da anni aveva lasciato detto ai servizi funebri della Pubblica Assistenza che voleva la bara foderata non di viola, ma di nerazzurro. Non solo: ha dato disposizioni per essere cremato e ha scelto un’urna cineraria nerazzurra con la scritta “Ti amo”.

Richieste accolte di buon grado dai servizi funebri dell’associazione di via San Jacopo, anche perché Marino Brandani era uno di loro. Per molto tempo ha svolto attività di volontariato per la Pubblica Assistenza e ieri pomeriggio è stato esposto nelle cappelle del commiato dell’associazione in un contesto che raramente capita di vedere.

Tra le fortune di Brandani c’è stata anche quella, molto rara, di avere una moglie che ha condiviso col marito la stessa passione calcistica, con lo stesso attaccamento a quei colori, il nero e l’azzurro.

«Sì - racconta la vedova, Maria Luisa Pagliai - Siamo stati grandi tifosi dell’Inter e non ci siamo persi una partita, in genere in televisione, ogni tanto a Milano con l’Inter club. Venivano a prenderci a Prato e si andava su tutti insieme, sono state veramente belle giornate, belle comitive, si rideva e ci si disperava, come tutti i tifosi. In trasferta su altri campi non siamo andati spesso, un po’ perché siamo anziani, un po’ perché servono un bel po’ di soldini».

Marino Brandani ha scoperto la malattia che l’ha portato alla morte solo un paio di mesi fa. Il decorso è stato rapido e il decesso risale alla serata di giovedì. Originario di Pescia, da giovane aveva lavorato in un’azienda che produceva padelle, poi a lungo in fonderia e infine in filatura, fino alla chiusura dell’azienda.

Ma il cuore batteva sempre per l’Inter e la lettura della Gazzetta era un appuntamento obbligato, così come quello con le partite di campionato e di Coppa. «Abbiamo sofferto tanto e tanto gioito» ricorda la vedova riferendosi prima ai tempi bui e poi all’anno del Triplete, ai fasti di Mourinho. Ora chissà come avrebbe preso, il tifoso Brandani, il primo derby Milan-Inter tutto cinese. Ormai non è più un suo problema.

La salma del super-tifoso è stata esposta alle cappelle di via San Jacopo per tutto il pomeriggio di ieri. Oggi alle 16 il corteo funebre si muoverà alla volta di Pistoia per la cerimonia di cremazione.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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