La manifestazione
Appuntamento per la Moc dopo due anni e mezzo
PRATO. «Inaccettabile. La realtà del sistema sanitario toscano è ben diversa dalla propaganda Pd. E il Santo Stefano di Prato, insieme allo stato della sanità in tutta l'area pratese, ne è purtroppo...
PRATO. «Inaccettabile. La realtà del sistema sanitario toscano è ben diversa dalla propaganda Pd. E il Santo Stefano di Prato, insieme allo stato della sanità in tutta l'area pratese, ne è purtroppo una delle quotidiane dimostrazioni» . E’ l’attacco all’Asl 4 di Stefano Mugnai, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, vicepresidente della Commissione sanità , che cita un caso avvenuto a Prato nel quale una donna ha atteso due anni e mezzo l’esame della Moc (mineralogia ossea computerizzata) che serve a valutare il rischio di fratture.
«E' uno stillicidio - osserva Mugnai - quando non di malasanità, per lo meno di sanità cattiva. Il Pd, giunta regionale in testa, rassicura, si fa vanto di dati di ricerche autofinanziate come quelle del Sant'Anna di Pisa, si autoincensa come nelle feste dei signori rinascimentali, ma qui altro che Rinascimento: siamo nella più profonda oscurità del medioevo della sanità regionale. E va sempre peggio, come testimonia nel caso di Prato - prosegue - il sottodimensionamento dei servizi che affligge tanto il pronto soccorso quanto gli accessi alle prestazioni. Se davvero avesse problemi di mineralizzazione ossea, la paziente a cui è stato dato appuntamento per la Moc tra due anni e mezzo fa in tempo a sgretolarsi. E' inaccettabile, davvero, lo ripeto. Naturale che la signora si sia rivolta alla libera professione. E così la Asl ci guadagna, ma ci perde il diritto alla salute». Il caso della smisurata lista d'attesa per l'accertamento, rappresenta secondo Mugnai un fatto purtroppo niente affatto isolato. Tanto che, afferma l'esponente di Forza Italia, «un numero sempre maggiore di cittadini se ne sta accorgendo, e ben lo si è visto nelle ultime amministrative in Toscana».
Non è tardata la risposta della Asl pratese. «Questo esame -spiega Antonio Castagnoli, direttore della medicina nucleare del territorio pratese - è il miglior metodo per valutare la "salute" dell' osso». La Regione Toscana con atto deliberativo, sulla base delle indicazioni emerse da studi clinici, ha definito le condizioni di maggior rischio e i criteri di appropriatezza per l'accesso alla prestazione. I criteri - continua l’Asl - sono stati condivisi con i medici di medicina generale anche allo scopo di evitare un allungamento delle liste d'attesa consentendo ai soggetti che realmente necessitano di questo accertamento di accedere all'esame in tempi più brevi. Il medico, infatti, sulla base della conoscenza del paziente, verifica quali persone indirizzare a questo esame. «La richiesta di un esame Moc non ha carattere di urgenza - spiega Castagnoli - non è un esame di screening ed è indicata esclusivamente nelle condizioni in cui la fragilità ossea è più probabile (menopausa precoce, familiarità, alcune forme di magrezza, abuso del fumo, alcolismo, alcune patologie gravi o terapie farmacologiche) e soprattutto non deve essere ripetuta con intervalli di tempo inferiori ad almeno 18/24 mesi perché le variazioni della massa ossea, che eventualmente si verificano in intervalli di tempo inferiori, possono essere minori dell'errore di misurazione dello strumento diagnostico». Per i casi in cui le condizioni cliniche necessitano di una valutazione in tempi brevi, il medico può contattare direttamente la Medicina Nucleare e concordare l'esecuzione dell'esame . La Medicina Nucleare di Prato nel 2015 ha effettuato 3.677 Moc e nel primo semestre di quest'anno 1.113.
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