Il Tirreno

Prato

«Vi prego, arrestatemi Non sopporto mia moglie»

«Vi prego, arrestatemi Non sopporto mia moglie»

Un albanese è evaso più volte dagli arresti domiciliari per finire in carcere Il giudice però lo ha rimandato a casa: la donna ha promesso di andare in ferie

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PRATO. Durim Bahja, albanese di 37 anni, è uno a cui non manca il pelo sullo stomaco. È stato arrestato e condannato per spaccio di droga, lesioni e possesso di armi quando viveva a Livorno. Ma evidentemente non sopporta di stare in casa con la moglie, a cui preferisce la cella di un carcere.

Per questo martedì pomeriggio si è presentato davanti alla Questura di Prato e ha chiesto di essere arrestato perché era appena evaso dagli arresti domiciliari. Era la terza volta che ci provava, la seconda quello stesso giorno, ha detto di essere pronto a commettere qualsiasi reato pur di finire in manette, e alla fine l’hanno accontentato. Ma è stato tutto inutile: ieri mattina è comparso davanti al giudice Cristina Mancini per la convalida del fermo e alla fine dell’udienza il giudice, in attesa del processo vero e proprio fissato per il 13 settembre, ha disposto l’obbligo di firma, che è “assorbito” dagli arresti domiciliari.

In altre parole, è stato rimandato a casa dalla moglie che non sopporta. Un bel problema, anche se nel corso dell’udienza si è appreso che la moglie aveva intenzione di partire ieri sera per le vacanze, lasciandolo da solo nell’appartamento. L’avvocato difensore presenterà un’istanza perché a Bahja venga concesso un breve permesso giornaliero per andare a fare la spesa, altrimenti sarà costretto a evadere di nuovo, per altri motivi.

La situazione, come detto, aveva iniziato a farsi difficile nella mattinata di martedì, quando Durim Bahja ha chiamato il 113 e ha atteso una volante davanti alla sua abitazione di via Marx, nel quartiere del Soccorso, la zona dove è maggiormente concentrata la comunità albanese di Prato. Agli agenti ha spiegato che non sopporta la convivenza con la moglie e per questo ha chiesto di essere arrestato, ma i poliziotti lo hanno convinto a ritornare in casa. Qualche ora più tardi, alle 18, Durim si è presentato davanti alla Questura, in via Migliore di Cino, deciso a farsi arrestare. Per evitare che potesse mettere in pratica quando prometteva, cioè commettere un qualsiasi reato pur di finire in cella, è stato fatto accomodare nelle celle di sicurezza e ieri mattina è stato processato per direttissima.

Il giudice lo ha informato che la moglie dice che la convivenza è difficile perché lui è estremamente geloso e su questo Durim non ha fatto alcun commento. Se fosse vero, ci sarebbe da pensare che il trentasettenne albanese preferisce stare in carcere anziché vedere la moglie che esce di casa e non poter uscire insieme a lei.

Di fatto, se la donna lo avesse informato per tempo che voleva partire per le vacanze ieri sera, Durim si sarebbe potuto risparmiare tutta la sceneggiata.

Il problema ovviamente si ripresenterà al ritorno della donna dalle ferie, ma la situazione potrebbe sbloccarsi a breve, quando diventerà definitiva una condanna a 13 anni di reclusione nei confronti di Durim Bahja, che a quel punto finirebbe in quella cella dove nonostante tutti i suoi sforzi non è riuscito a farsi rinchiudere.

Paolo Nencioni

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