Il Tirreno

Prato

La "badante d'urgenza" ha aiutato 84 famiglie a Prato

di Azelio Biagioni
Una badante insieme a un'aziana
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Una badante insieme a un'aziana

Il bilancio del servizio istituito il 1° marzo dalla Regione per gli anziani che devono affrontare problemi temporanei. In città è affidato alla coop "Pane e rose": ecco come funziona

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PRATO. E' partito il 1° marzo di quest'anno il progetto regionale "Pronto badante". Tante le telefonate arrivate al numero verde 800 59 33 88 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13): nel territorio dell'Ausl Toscana centro - Empoli, Firenze, Pistoia e Prato - sono state 4.000 le chiamate al centralino e per queste sono state effettuate 803 visite a domicilio da parte degli operatori autorizzati e 609 i buoni lavoro attivati, ovvero le badanti per le famiglie. Nello specifico di Prato sono state 84 le visite domiciliari per verificare se chi ha fatto domanda aveva i requisiti per ottenere la badante. Nel nostro territorio le chiamate prese in carico vengono smistate alla coop "Pane e rose" che si occupa della cosa. Federica Lombardi per la cooperativa è quella che ha il primo contatto diretto con la famiglia, quindi effettua la visita a casa.

«Va verificato se ci sono i requisiti per ottenere la badante - spiega Lombardi - Quindi che il soggetto da accudire abbia più di 65 anni, non ci sia un piano di assistenza già attivato, non avere una collaboratrice domestica e che il soggetto in questione sia residente sul territorio. Dal momento in cui ci arriva la telefonata - prosegue Lombardi - nell'arco di 48 ore ho l'obbligo di contattare la famiglia per prendere l'appuntamento. Poi se ci sono i requisiti parte l'iter per avere la bandate che dovrà essere scelta dalla famiglia e che sarà pagata dalla Regione Toscana tramite l'Inps».

Si tratta di un progetto che porta un aiuto per quelle famiglie dove si verificano alcune problematiche per l'anziano di casa, magari temporanee come ad esempio una post ospedalizzazione. Oppure quando insorgono problemi che limitano l'autonomia come può essere la rottura di un femore o la perdita dell'autosufficienza a seguito di patologie anche neurologiche. «La badante - prosegue Lombardi - sarà a disposizione della famiglia per trenta ore in 30 giorni. Sarà la famiglia a decidere come spalmare le ore nel corso di questo periodo dopo averlo comunicato. Si tratta, quindi, di un servizio offerto per sopperire ad un'urgenza dell'anziano». Il progetto, della durata annuale, terminerà il 28 febbraio 2017. «Il servizio - termina Lombardi - è stato particolarmente apprezzato perché permette di dare un aiuto prezioso a quelle persone che in seguito a qualche problema di salute richiedono l'aiuto che la famiglia è a volte impossibilitata a dare. Nel territorio pratese le richieste sono arrivate soprattutto da Prato e poi da Poggio a Caiano, Carmignano, Montemurlo. Le richieste per le badanti riguardano per lo più persone ultraottantenni».
 

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