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Prato

Inceneritore, la protesta dei comitati

Inceneritore, la protesta dei comitati

Accusano il Comune di non fornire i dati veri sulle emissioni di Baciacavallo

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PRATO. Protestano perché ogni anno, in estate, chiedono i dati sulla ricaduta, nel quartiere sud, delle emissioni dell’inceneritore di Banciacavallo e ogni anno - a loro dire - il Comune fa orecchie da mercante.

Francesco Bellini presidente Comitato difendiamo la nostra salute Prato sud e Gianfranco Ciulli, portavoce del Coordinamento dei comitati per la salute della Piana di Prato e Pistoia, questa volta il disagio lo comunicano pubblicamente. «Il Comune di Prato non perde occasione per dichiararsi sempre disponibile al confronto con i cittadini, ma ad oggi, nonostante le nostre richieste di confronto sia verbali ma soprattutto scritte e documentabili, non ha mai risposto, neppure una volta, né si è mai reso disponibile in concreto». I portavoce dei comitati spiegano di aver bussato alla porta comunale, con diverse iniziative (anche una raccolta di 2.000 firme) a partire dal 2012 e fino a oggi. «Senza ottenere - sottolineano - alcuna risposta concreta da enti preposti alla salute pubblica, limitandosi a fornire dati obsoleti e non risolutivi che non possono perciò essere presi in considerazione».

«Altro muro di gomma - proseguono Ciulli e Bellini - è stato riscontrato nei rapporti con il consiglio direttivo dell’Ordine dei medici il quale, oltre a non rispondere alle reiterate di richieste di chiarimento sulle ripercussioni dell’inceneritore sulla salute pubblica, evita addirittura l’incontro con una nostra delegazione tecnico—sanitario-scientifica. Eppure all’Ordine di Pistoia e Firenze ci hanno ricevuto e risposto, mentre dall’Ordine di Prato che avrebbe l’obbligo anche deontologico di ascoltare i cittadini, nessuna risposta». I comitato si chiedono il perché di questa situazione. «C’è forse il timore - aggiungono - che qualcuno possa poi attivare un ricorso alla Commissione disciplinare provinciale, in questi giorni spesso chiamata in causa sul “problema delle vaccinazioni” ma che parimenti valuta la correttezza deontologica anche in altri ambiti dell’attività medica?» Il riferimento dei comitati è alla concessione Aia (autorizzazione integrata ambientale) che l’inceneritore di baciacavallo, nonostante l’età ha ottenuto e che la lasciato i comitati almeno perplessi. «Auspichiamo - concludono - l’intervento concreto di tutti gli enti preposti alla tutela della salute pubblica affinché si faccia luce sull’effettivo impatto ambientale dell0inceneritore in un contesto pesantemente gravato come quello di Prato Sud».

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