Il Tirreno

Prato

Sei licenziamenti e stipendi dimezzati ai lavoratori della Rsa Casa di Marta

La rsa Casa di Marta in via Pistoiese
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La rsa Casa di Marta in via Pistoiese

Prato, i sindacati hanno indetto lo stato di agitazione e chiesto un incontro all'Asl che è stato fissato per il 2 agosto

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PRATO. Estate calda per i soci e dipendenti della Cooperativa La Casa di Marta, che gestisce il 3°piano della Rsa Casa di Marta di via Pistoiese del consorzio Astir. E' stata avviata una procedura di licenziamento per sei unità di personale e il pagamento del 50% della retribuzione al resto del personale. Le organizzazioni sindacali Cisl Funzione Pubblica e Uil Funzione Pubblica denunciando il fatto "gravissimo" hanno indetto lo stato di agitazione "come conseguenza naturale del mancato accordo sulla procedura di licenziamento".

"Gli esuberi - spiegano i sindacalisti Christian Paci e Patrizia Pini - sono in parte da ricondurre alla sospensione da parte della Azienda Asl del servizio sulla Rsa di Narnali (in conseguenza dell'inchiesta per maltrattamenti ndr)  e in parte a una organizzazione e gestione poco comprensibile della intera struttura, con una divisione netta e poco funzionale tra piani e cooperative".

"Alla richiesta d'informazioni sullo stato di salute della cooperativa, e su quando sarebbe stato recuperato il salario non erogato - affermano le lavoratrici - ci è stato risposto con un punto interrogativo. Non abbiamo nessuna intenzione di cedere su questa battaglia.. Abbiamo sempre fatto i nostro lavoro con coscienza e correttezza e non accetteremo di pagare un prezzo così alto, per le scelte imprenditoriali sbagliate fatte dalla cooperativa e dallo stesso consorzio Astir”.

I sindacati hanno richiesto e ottenuto un incontro con l'Asl fissato per il 2 agosto "dove chiederemo - spiegano - un percorso definitivo per il personale impiegato sulla Rsa di Narnali fino a giugno 2015, ancora in carico alla cooperativa, e di scongiurare che il clima all'interno della Rsa Casa Di Marta, diventi ulteriormente incandescente, vista anche la forte preoccupazione dei parenti degli ospiti della struttura che in questi giorni hanno difeso l'ottimo lavoro di tutti gli operatori".

Itanto è statao l'ufficio Provinciale del lavoro a prorgare i termini dei licenziamenti ma resta aperto il problema degli stipendi tagliati. "Ci attendiamo - concludono Paci e Pini - che dal tavolo del 2 agosto possa arrivare una risposta positiva nei confronti dei lavoratori. Daremo inoltre battaglia per fare applicare da parte delle istituzioni le clausole di salvaguardia nei confronti di tutti gli operatori del settore che resta costantemente in crescita anche se i gestori mostrano problemi di solvibilità sempre più gravi".

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