Morto in Giolica, l'autopsia esclude segni di violenza
All'esito dell'esame sulla salma si propende per il decesso provocato da cause naturali. Il messicano era arrivato sul posto in bicicletta, che però non si trova
PRATO. Il corpo senza vita di Efrain Garcia è rimasto nell’oliveta accanto al cimitero della chiesetta di Santa Cristina a Pimonte per almeno tre giorni, più probabilmente quattro. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita dal medico legale Luciana Sonnellini sulla salma del messicano di 47 anni trovato morto nel tardo pomeriggio di mercoledì 27 dal proprietario del terreno. L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Valentina Cosci, ha risposto anche alla domanda più importante, e cioè se quella di Garcia fosse stata una morte violenta. La dottoressa Sonnellini ha riferito che non sono state trovate tracce di violenza sul corpo e dunque il decesso verrà attribuito a cause naturali. Quali, è ancora presto per dirlo perché le condizioni del corpo non hanno consentito di effettuare tutti gli accertamenti.
Il cadavere era in avanzato stato di composizione. Il medico calcola che la morte potrebbe risalire alla giornata di sabato o al più tardi a quella di domenica. Evidentemente nessuno è passato accanto al capanno degli attrezzi dell’oliveta fino a mercoledì alle 18.30, quando è stato dato l’allarme. I poliziotti della squadra mobile agli ordini del vice questore Francesco Nannucci hanno esaminato tutte le possibilità, ma il fatto che nello zaino del morto ci fossero ancora il telefono cellulare e una certa somma di denaro aveva portato fin da subito a escludere una rapina finita male.
L’unico tassello che manca alla composizione del puzzle è il mezzo di trasporto. Dicono che Efrain Garcia si spostasse sempre in bicicletta, ma né sul posto né nelle vicinanze è stata trovata la bici. Dunque si è concluso che sia stata lasciata un po’ distante, oppure che qualcuno l’abbia rubata. Sull’ipotesi della morte durante un atto sessuale, avanzata in un primo momento, gli inquirenti si mostrano abbastanza scettici. L’autopsia avrebbe escluso tracce di attività sessuale sul corpo del morto. Efrain Garcia lavorava come saldatore per una ditta di Calenzano e i suoi colleghi si erano preoccupati lunedì non vedendolo al lavoro. L’ex moglie, sentita dagli inquirenti, lo descrive come una persona normale e non ha aggiunto altri elementi
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