Sicurezza
Lungo il Bisenzio il parco del viver sano
Salute e buone pratiche, cibo a chilometri zero e movimento, ecco le funzioni di “Riversibility”, 16 aree attrezzate in 8 km
PRATO. Prima era “il parco lungo il Bisenzio”. Ora è il “parco del vivere bene e sani”. Ovviamente sempre lungo il fiume. Il primo in regione. Forse anche in Italia. Insomma una novità.
«Ci siamo resi conto che dando al progetto una funzione unitaria avrebbe potuto diventare estremamente più importante e più utile alla città». Questo il ragionamento dell’assessore all’urbanistica Valerio Barberis che sta alla base del cambio di direzione di marcia. E così è stato fatto. Grazie a uno studio scientifico prodotto da Asl, Società della Salute e Pin (Università di Prato), che raccoglie le indicazione di un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo la quale contrastando fumo, alcol, modo scorretto di mangiare, vita sedentaria si previene il 75% delle morti evitabili, l’urbanistica è stata messa a servizio del buon vivere. Con “Riversibility”, questo il nome del progetto.
Il parco sul Bisenzio resta quel che è: sedici piazzole attrezzate lungo entrambe le sponde del fiume per un tratto di circa otto chilometri (dall’anfiteatro di Santa Luciam passando per il parco degli Ulivi, il Serraglio, Ponte Datini, il Cantiere, Ponte Mercatale, Bastione delle Forche, Stadio, Ponte Petrino, I Lecci, viale della Repubblica, Lago degli Alcali, viale Montegrappa, Fiera e per arrivare a Gonfienti), nelle quali fare attività. Ciò che cambia è la qualità dell cose da fare: certo, sedersi a bere una cosa; certo, lo street food (ma a chilometro zero), ma anche mini palestre, percorsi vita, spazi da affidare a cooperative e associazioni del terzo settore per attività con bambini e adulti e poi parcheggi per le bici e collegamenti - tutti nuovi - con la città che vive al di là delle sponde. Non è cambiata nemmeno la tipologia degli arredi: container da trasformare (li metterà a disposizione il Comune) come sul lungo Senna e Apecar, proprio loro, i camioncini che una volta, tanti tanti anni fa, erano il veicolo prediletto della comunità cinese, per il cibo di strada e per i gelati.
Complessivamente - come spiega il dirigente Riccardo Pecorario - ci saranno 13 container distribuiti su 8 aree dei quali 2 da impiegare come officine per le bici, 5 a uso bar, 6 da affidare alle associazioni. Otto le postazioni dove potranno stazione le Apecar, 5 le aree attrezzate ex novo, due quelle riqualificate. Diciotto i chilometri di piste ciclabili dei quali tre di nuova progettazione. Tutto parte dal playgronud del Serraglio (235.000 euro) con i nuovi interventi per la creazione della cupola per il parkour e il baretto ovviamente ricavato in un container. Complessivamente un intervento da 2 milioni e 100.000 euro.
«Il procedimento è già partito (con l’ok ottenuto in commissione urbanistica giovedì ndr), - spiega Barberis - e a settembre inizierà la fase del coinvolgimento della città».
Ecco, punto fondamentale. Più importante, forse, di tutte le altre attività partecipative vissute in questi anni dai cittadini. «Perché - spiega Barberis - l’aiuto delle associazioni sarà quello che garantirà la vita del parco, durante le giornate ma anche durante i mesi dell’anno».
La formula con la quale il Comune affiderà le piazzole ai privati è ancora tutta da trovare. Ma i costi per chi vorrà partecipare alla sfida del parco del buon vivere, saranno irrisori.
Crsitina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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