La manifestazione
Ecco come sarà il tempio della ristorazione cinese a Prato - Foto
Storia e immagini del locale che nascerà al posto dell'ex Lidl: un investimento milionario e 700 coperti in via Bonicoli
PRATO. Grande, bellissimo e con arredi extra lusso. E' il nuovo ristorante cinese che nascerà nel cuore del Macrolotto zero,quartiere ad altissima densità di cittadini dagli occhi a mandarla, sulle ceneri di un immobile oggi decisamente sgarrupato, tutt'altro che gradevole esteticamente che fino a quattro anni fa era la casa del discount Lidl.
Piazzato tra via Pistoiese, via Bonicoli e via Borgioli, l'immobile di circa 1.800 metri quadrati in totale (calcolando anche l'area magazzini) occupa un intero isolato ed è nel cuore della riqualificazione da otto milioni di euro (finanziamenti europei) che il Comune ha ottenuto con un progetto che punta ad alleggerire l'enorme densità di case e fabbriche del Macrolotto zero, sostituendo alla mixitè, piazze, spazi pubblici, verde, aria.
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Proprio lì sorgerà il ristorante: 700 coperti, posti auto adeguati (almeno 300), il cui piano attuativo è pronto ma non è ancora stato presentato formalmente in Comune.E allora vale la pena spendere due parole per descrivere quello che diventerà - se si farà - il locale più lussuoso (almeno da come appare nei rendering), tra i ristoranti cinesi già in attività a Prato ma anche di molti locali italiani, il cui progetto è stato firmato dall’architetto Agostino Gestri.
Due piani, marmi sul pavimento e lampadari di cristallo che pendono al soffitto. Ingresso stile Las Vegas, salone con un numero incredibile di tavoli, scalinata centrale con tappeto rosso e sullo sfondo quelle che sembra un maxi schermo. Al primo piano corridoi e salette “privè” per le occasioni particolari. All’esterno facciata con colonnato (stile Partenone), enormi finestre, cortile parcheggio. Stop.Come detto il procedimento urbanistico deve ancora iniziare. Si tratta però di un piano attuativo che non prevede cambi di destinazione d’uso (l’immobile era e resta a uso commerciale) ma con ampliamenti probabilmente di volumi interni. Piuttosto complesso e tutt’altro che veloce sarà l’iter burocratico che per i piani attuativi necessità di passaggi in commissione, poi in consiglio comunale, la fase delle osservazioni e un secondo, conclusivo, passaggio in consiglio per l’approvazione definitiva.
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Ma chi sono i proprietari dell’ex Lidl acquistato un anno fa per una cifra - pare - da capogiro che sta attorno ai tre milioni e mezzo di euro? Proponenti del piano sono l’Immobiliare Modesto Biagioli & C sas e l’Hc Group srl. Soci dell’Hc Grup risultano essere Chen Chongwen con il 20%delle quote e un capitale versato di 50.000 euro che ne è anche l’amministratore unico e per l’80% l’Investimento Huacheng della città di Ruian sarl, società domiciliata in Cina (villaggio Chenzhai), con un capitale di 200.000 euro (versati 50.000).
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Sono stati proprio i capitali cinesi utilizzati per concludere l’affare-Lidl a insospettire la consigliere comunale indipendente Marilena Garnier che oltre ad appoggiare una petizione popolare che ha raccolto in poche settimane 630 firme, di cittadini contrari all’apertura del maxi ristorante (già protocollata in Comune), ha depositato un question time che verrà discusso nell’ultimo consiglio comunale fissato per lunedì. «Aldilà della follia di far nascere un ristorante così grande - spiega Garnier - non importa se cinese o italiano, in un zona già congestionata e con strade che certamente non riusciranno a sopportare un ulteriore aggravio di traffico, quello che mi chiedo è l’origine dei soldi utilizzati per acquistare l’immobile. Solo l’anno scorso - prosegue - si facevano i conti delle rimesse attraverso i money transfer dall’Italia alla Cina per cifre pari a un milione di euro al giorno». Garnier ha chiesto al Comune «se ha posto in essere tutti gli strumenti necessari per impedire l’apertura del locale».
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Non si può dire che l’annuncio della futura inaugurazione di un altro mega locale “made in China” sia stata accolta con favore da quella parte di italiani, ormai la minoranza, che vive nel Macrolotto Zero. «Già l’anno scorso abbiamo fatto tutti i passi necessari per bloccare questo ennesimo sbaglio - afferma Bruno Gualtieri, portavoce del Comitato del Macrolotto Zero - ma il Comune ci ha riposto “picche”». I cittadini - in vista della nuova pianificazione - avevano chiesto all’amministrazione di acquistare l’ex Lidl «per farne il cuore - conclude Gualtieri - della riqualificazione. Avevamo proposto di aprivi una biblioteca, spazi per giovani e vecchi, punti di ritrovo da condividere. Ma il Comune ci ha riposto che così tanti soldi proprio non c’erano».
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