Il Tirreno

Prato

«Ho la sensazione di essere in vacanza»

di Ilenia Reali
«Ho la sensazione di essere in vacanza»

PRATO. «Mi piace uscire e avere la sensazione di essere in vacanza. Di vedere gente, di prendere un aperitivo con mio marito prima di entrare in casa e avere intorno la città che vive». Maddalena...

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PRATO. «Mi piace uscire e avere la sensazione di essere in vacanza. Di vedere gente, di prendere un aperitivo con mio marito prima di entrare in casa e avere intorno la città che vive». Maddalena Stefani abita da un anno in via Settesoldi, nel cuore della movida pratese. E' una donna che lavora e per raggiungere l'ufficio postale di Vaiano, dove fa la direttrice, la mattina si alza presto.

Non le pesa perché lei, non ha remore a dirlo, la notte riesce a dormire. Lei come i suoi familiari.

«Certo - racconta - sentiamo il chiacchiericcio e c'è chi è più maleducato e urla anche alle due di notte ma non lo trovo insopportabile. Lo tollero bene. Trovo che i pregi del vivere in centro siano maggiori dei problemi e la gente, i locali sotto casa, mi piacciono. Ci dà l'idea di una città vacanziera».

C'è però chi si lamenta. E molto. Anche a due passi da casa sua.

«Il rumore che può dar fastidio c'è il venerdì e il sabato. Il giovedì, a luglio, quando i negozi sono aperti dopo cena. E' nel fine settimana che la gente tira tardi e può capitare l'urlo e il sentire persone che parlano in strada. A noi però non crea problemi. Mi è capitato di affacciarmi e rendermi conto che sono gruppi di persone che si fermano quando i locali sono già chiusi. Tra l'altro è una situazione limitata al mese di luglio e di settembre. Che posso dire, forse abbiamo un livello di sopportazione alto. Tra l'altro non abbiamo l'aria condizionata e teniamo le finestre aperte».

Per Stefani la scelta del vivere in centro è stata molto consapevole. «Io e mio marito 15 anni fa vivevamo in San Domenico. Poi ci siamo trasferiti nella zona dell'Ippodromo dove abbiamo vissuto fino all'anno scorso. Non abbiamo mai smesso di frequentare il centro ed esserne lontani ci pesava. Qui scendi e vedi immediamente gente, hai la possibilità di fare cose diverse. Di passare cinque minuti in libreria o a bere qualcosa. Di avere tante botteghe a due passi. C'è una dimensione che a noi piace, compresa quella dei locali. Ci capita di avere amici che vengono a trovarci e poi scendiamo a mangiare qualcosa. E quando i miei figli escono e il più grande rientra tardi mi sento tranquilla perché c'è sempre gente».

La sensazione della famiglia di Maddalena Stefani è quella di essere parte di uno stile di vita. E quindi non c’è il disagio che arriva da determinati comportamenti. C’è semplicemente il farne parte. E il gusto di sentire la musica che filtra, ovviamente non a notte inoltrata, dalle finestre; c’è il rumore delle chiacchiere e della gente che mangia che, quasi. diventa colonna sonora della propria vita. «E’ difficile spiegarlo - aggiunge Maddalena Stefani - ma per noi il centro è la nostra casa, il nostro modo di essere. Parcheggiare e passare a piedi da Palazzo Pretorio, buttare un’occhio al Castello, salutare chi incroci e fare due parole, anche mangiare qualcosa prima di rientrare o uscire a fare due passi».

Uscire perché semplicemente è una bella serata facendo lo zig zag tra i tavolini come si fa nelle grandi città europee. «Una situazione che non trovo tra l’altro molto diversa dagli altri centri storici», conclude Stefani.

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