Il Tirreno

Prato

«Ho buttato l’acqua perché siamo esausti»

di Maria Lardara
«Ho buttato l’acqua perché siamo esausti»

PRATO. A casa sua le hanno provate davvero tutte: doppi vetri, aria condizionata al massimo per non morir soffocati, tappi alle orecchie. Ma quel mix di urla e schiamazzi le pare di sentirlo sempre...

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PRATO. A casa sua le hanno provate davvero tutte: doppi vetri, aria condizionata al massimo per non morir soffocati, tappi alle orecchie. Ma quel mix di urla e schiamazzi le pare di sentirlo sempre in camera di letto, al secondo piano di una palazzina di via dei Lanaioli. Non è bastato chiedere di moderare i toni a chi stazionava fuori dal locale quando l'orologio segnava abbondantemente le 2 di notte. Patrizia Russi ha perso la pazienza quando qualcuno le ha caldamente consigliato di andare a vivere in Calvana. La residente l'ha freddato con una secchiata d'acqua: è successo agli inizia di luglio. E pensare che una volta in montagna ci viveva davvero. «Abitavo in Val di Bisenzio. Poi nel 2012, insieme a mio marito e ai miei due figli, decidemmo di trasferirci in centro storico. Avendo una bambina piccola, ci piaceva l'idea di vivere in uno spazio a misura d'uomo, dove esistono ancora le botteghe di una volta, dove ci si può spostare a piedi». Per tre anni via dei Lanaioli è stata un'oasi di pace e tranquillità. Ma a settembre del 2015 aprono un locale, il “4Rooms”, proprio davanti all'appartamento di Patrizia. Sala e camera da letto si affacciano sulla strada. «Inizialmente i rapporti coi gestori erano buoni, la mia vicina di casa aveva donato loro dei libri perché doveva essere un caffè letterario. Da maggio scorso è un caos. Dico solo che ieri sera (giovedì, ndr) hanno tirato giù il bandone alle 2.50». Ormai una sera sì e una sera no Patrizia, che vive da reclusa in casa, filma col telefonino il degrado acustico che risale amplificandosi fino alle sue finestre documentando tutto su Facebook. Non è da sola. Sul piede di guerra c'è un altro gruppo nutrito di residenti, una cinquantina, per lo più abitanti di via dei Lanaioli e via Settesoldi, l'epicentro della “movida”. E altri, esasperati, hanno buttato l’acqua di sotto. Alcuni di loro reclamano con forza il diritto al riposo. Come il marito di Patrizia costretto a dormire con i tappi alle orecchie e che, l'altra mattina, s'è presentato con un'ora e mezzo di ritardo al lavoro avendo ignorato la sveglia sul comodino proprio per via dei tappi. Patrizia è esausta: più di una volta ha pensato di fare le valigie. «Non è così facile, qui vicino abita una famiglia che, stanca di dover convivere con rumori e schiamazzi, cerca di vendere casa da un anno e mezzo. E comunque non è giusto: non lascerò via dei Lanaioli, andrò fino in fondo». Patrizia punta il dito contro i locali che chiuderebbero a notte fonda e chiede che venga ridotto l'orario di somministrazione degli alcolici. «Il disturbo viene dalle persone che stazionano fuori, non ce l'ho con i locali. Vogliono lavorare dopo mezzanotte? Benissimo ma facciano rientrare la propria clientela». Intanto le notti insonni di Patrizia continuano, "immortalate" da quei video su Facebook, a testimoniare una situazione di invivibilità. «Chi non ci crede è invitato a casa mia alle due di notte. Gli servirò da bere, magari giocando a carte perché parlare o guardare la tv è impossibile». Forze dell'ordine in tutto questo? Il 2 luglio scorso Patrizia ha chiesto formalmente che venisse eseguita una misurazione fonometrica intorno al "4Rooms", rivolgendosi all'assessorato all'ambiente che avrebbe passato la palla alla polizia municipale. «Ma - conclude - non si è visto ancora nessuno».

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