Il Tirreno

Prato

Più steward meno capannelli

Incontro in Comune tra residente di via Settesoldi, sindaco e Confcommercio

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PRATO. Un vertice per recuperare il buon senso. Quello sulla movida notturna estiva, degenerata, pochi giorni or sono, in secchiate d’acqua e tiri d’oggetti dalla finestra sugli avventori di via Settesoldi e in precedenza sui frequentatori dei locali di via Lanaioli. Una rappresentanza dei residenti delle strade “calde” ha incontrato ieri pomeriggio in Comune, il sindaco Matteo Biffoni e i rappresentanti di Confcommercio, Daniele Spada e Matteo Marianieschi, per cercare una soluzione. Una quadra difficile da trovare, perché i residenti chiedono silenzio, almeno da una certa ora in avanti e chi resta in città, invece, la sera vuole uscire e non pensare al divertimento a tempo contigentato.

Tutti d’accordo su un punto: inaccettabili, sempre, le secchiate d’acqua, in particolare, se lanciate alle otto di sera, quando i tavolini dei vicoli (via Settesoldi pendonalizzato fino al 30 settembre) sono sold out e quando un po’ di rumore deve essere tollerato.

Chiaro Biffoni: «I locali aperti la sera sono un bene per tutta la città, anche per i residenti di via Settesoldi che, non c’è dubbio, hanno però il diritto al riposo notturno». All’incontro si è parlato, appunto, di come riuscire a tenere assieme quella che appare una “contraddizione in termini”. Eppure ci si proverà: «Mantenendo gli orari di somministrazione dei locali così come sono ora (mezzanotte stop alla musica, chiusura del locale fissata alle 2 ndr) - prosegue Biffoni - con le buone maniere si dovrà far capire ai ragazzi che stazionano davanti ai locali fino a tardi, che sarebbe meglio allontanarsi di qualche decina di metri per evitare che in vicoli così stretti le voci rimbombino, disturbando chi vuole dormire». Un compito affidato ai gestori dei locali (con i quali Confcommercio parlerà) e all’azione gli steward che le associazioni di commercianti hanno annunciato aumenteranno «ma dall’anno prossimo». Inoltre nelle sere cluo della movida (da giovedì a domenica) il Comune ha già messo in pista una pattugli i più della polizia municipale «operazione che non è stata nè semplice - è stato sottolineato - nè a buon mercato».

Provvedimenti che convincono chi la movida la subisce? «Mica tanto» afferma Patrizia Russi, la prima a usare l’acqua dalla finestra alle due di notte sugli avventori dei locali di via dei Lanaioli «per disperazione e per fare arrivare la pattuglia dei vigili urbani che altrimenti latita» dice. «Abbiamo chiesto - spiega - una riduzione dell’orario di apertura o in alternativa che dopo mezzanotte chi vuole restare a bere entri dentro il locale. Ma ci è stato detto che non è possibile». D’accordo i residenti sull’evitare i capannelli davanti a pub e ristoranti (hanno commissionato una perizia sull’inquinamento da rumore) «con i mezzi che ritengono più opportuni - prosegue Luigia Caredda - basta che lo facciano perché quel che sta succedendo deve finire». Cosa accade di notte? «Per esempio è un continuo suonare i campanelli - spiegano - perché i ragazzi si appoggiano alla pulsantiera con il bicchiere in mano». Oppure, quando i portoni sono aperti «troviamo nell’androne del palazzo bicchieri di vino rovesciati». O ancora: tavolini messi davanti ai portoni delle case «che impediscono entrata e uscita». «Noi abbiamo diritto al riposo da mezzanotte alle sette del mattino - concludono - Russi e Caredda - se non riusciremo a ottenere un po’ di pace rivolgendoci al Comune, lo faremo percorrendo altre strade».

Cristina Orsini

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