Sicurezza
Metalmeccanici presidio in piazza
PRATO. Sarà sciopero generale nelle ultime 4 ore di lavoro oggi per i lavoratori delle aziende del contratto federmeccanioca aderenti alla Fim-Cisl, Fiom Cgil e Uilm con presidio dalle 14,30 alle 16,3...
PRATO. Sarà sciopero generale nelle ultime 4 ore di lavoro oggi per i lavoratori delle aziende del contratto federmeccanioca aderenti alla Fim-Cisl, Fiom Cgil e Uilm con presidio dalle 14,30 alle 16,30 in Piazza del Comune per sbloccare la trattativa sul contratto collettivo. «Questo sciopero sarà provinciale e viene dopo quello regionale fatto a Livorno il 10 giugno - spiega Cora Prussi della Fim Cisl - è il terzo sciopero e viene dopo quello del 18 luglio di Firenze dove c'è stata un'adesione del 75%. La trattativa con Federmeccanica è ferma. Per quanto riguarda gli aumenti salariali siamo al punto di partenza, novembre 2015, mentre su alcuni punti c'è stata qualche apertura. La Federmeccanica vuole darlo solo al 5% dei lavoratori, solo chi ha la paga base, rimarrebbero fuori circa 1 milione 600 mila lavoratori. Addirittura ci hanno provocato dicendo che qualche lavoratore dovrebbe restituire parte del proprio salario perché l'inflazione non è stata quella attesa». «E' una posizione granitica - continua Manuela Marigolli di Fiom Cgil - sappiamo che è un periodo difficile per le aziende e purtroppo ci sono state delle chiusure ma nello stesso contesto i lavoratori hanno perso posti di lavoro e i propri stipendi. A Prato sono circa 4000 i lavoratori nell'ambito meccanico ma molte sono aziende impiantistiche e piccole imprese (odontotecnico, elettricisti) che hanno un contratto con Federmeccanica sono circa 1.000». «Da un mese c'è stato - spiega Davide Materazzi della Uilm - il blocco degli straordinari ad oltranza e della flessibilità. Non possiamo far stravolgere il contratto nazionale facendo passare tutto al secondo livello della contrattazione. Solo il 20% ha un contratto , sarebbe una deriva universale e abbiamo paura che passi un principio da un contratto si vada a un contrattino. Non è possibile stravolgere l'impianto del contratto nazionale. Gli aumenti salariali solo con la contrattazione aziendale non devono essere possibili e tra l'altro l'inquadramento del personale è fermo al 1973». «Saremo ricevuti alle 14,30 dal Sindaco Matteo Biffoni e dall'assessore Daniela Toccafondi per rappresentare le ragioni dello sciopero e perchè vorremmo che la politica riesca a mettere allo stesso tavolo le parti in causa - spiegano i sindacati - la contrattazione è collettiva e non individuale. Se non ci sono più le regole la parte aziendale diventa troppo forte rispetto ai lavoratori. Tra l'altro non aver rinnovato il contratto collettivo si ripercuote sul mondo economico locale. In questa maniera vogliamo dare un segnale all'opinione pubblica e anche su Prato una parte dei lavoratori è interessato a questa diminuzione di potere d'acquisto. Per questo abbiamo aderito al blocco degli straordinari e della flessibilità da fine maggio anche se i dati del meccanotessile e dell'informatica sono in ripresa mentre quelli dell'edilizia sono negativi».
Vezio Trifoni
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