Sicurezza
«Noi siamo entrati, la gente guardava»
Parla uno dei cognati che hanno salvato la tredicenne azzannata dai cani a Seano: «Altri sono rimasti fuori dal cancello»
PRATO. Sono stati due cognati a impedire che avesse conseguenze peggiori di quelle che ha avuto l’attacco di tre cani di razza Rottweiler nei confronti della tredicenne di Seano che da lunedì sera è ricoverata all’ospedale pediatrico Meyer di Careggi, dove è stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico.
Intorno alle 19,30 di lunedì Luca Orbetti e Michele Orefice, commerciante all’ingrosso e muratore hanno sentito le urla di aiuto della ragazza e sono corsi a vedere che cosa stava succedendo.
La scena che si è presentata davanti ai loro occhi è stata terribile. La sorella sedicenne della ragazzina stava tentando di staccare i cani dal corpo della tredicenne, ma non ce la faceva. È toccato a Orbetti e Orefice usare le maniere forti, con una mazza da baseball e una sedia, per allontanare i tre animali dalla ragazzina.
Prima che i due potessero intervenire, gli animali l’avevano già morsa alle gambe e alla testa, con interessamento del cuoio capelluto. La tredicenne ha perso molto sangue ma non ha mai perso conoscenza fino all’arrivo della prima ambulanza che poi l’ha portata all’ospedale Santo Stefano di Prato e da lì al Meyer di Firenze.
«Quando abbiamo sentito le urla e i cani che abbaiavano - racconta Luca Orbetti - insieme a mio cognato e alle nostre mogli siamo andati a vedere che cosa stava succedendo. Davanti alla casa della tredicenne abbiamo trovato sette o otto persone che guardavano ma non entravano. Abbiamo scavalcato e abbiamo trovato la ragazza in camera da letto, i cani la stavano mordendo e la sorella non ce la faceva ad allontanarli».
«Con una sedia e una mazza da baseball abbiamo iniziato a picchiarli - spiega Orbetti - e finalmente siamo riusciti a staccarli. Poi mio cognato li ha chiusi dentro la stanza e abbiamo portato la ragazza nell’ingresso. Ho cercato di tenerla sveglia mentre aspettavamo l’ambulanza. Poi è arrivato il padre, lo zio e la mamma, che si è sentita male».
Luca Orbetti non vuole passare da eroe. «I genitori ci hanno ringraziato e il sindaco ci ha chiamato dicendo che alla prossima festa della Repubblica ci darà un premio ma a noi non interessano le medaglie, ci basta una stretta di mano. È vero che abbiamo rischiato anche noi di essere morsi da quei cani, ma non me la sentivo di tirarmi indietro. Ci siamo detti “o la va o la spacca”».
Semmai a Luca Orbetti non è piaciuto l’atteggiamento degli altri. «Sì, fuori dalla casa c’erano delle persone che avrebbero potuto entrare a darci una mano, ma sono rimaste a guardare lo spettacolo... Se ci avessero aiutati ci avrebbe certamente fatto comodo».
L’intervento chirurgico al quale la tredicenne è stata sottoposta a Firenze è durato cinque ore, dalle 23 di lunedì alle 4 di martedì.
Nel corso dell'operazione, effettuata da un'equipe multidisciplinare, ha reso noto ieri il Meyer è stata ricostruita e poi rivascolarizzata la parte lesionata del capo e sono state suturate le numerose ferite, soprattutto sugli arti inferiori. La tredicenne è stata ricoverata nel reparto di rianimazione e la prognosi resta riservata, soprattutto per il rischio di infezioni.
Intanto i tre rottweiler, due maschi e una femmina, sono stati portati al canile comunale Il Rifugio di Prato, dove verranno tenuti in osservazione per una decina di giorni, come prevede la legge. I volontari che li hanno visti dicono che al momento sono tranquilli.
Secondo i responsabili del canile gli animali non rischiano di essere soppressi: questa è una misura che viene presa solo quando c'è una comprovata pericolosità, in caso di più episodi violenti.
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